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I consigli del “content marketer” per scrivere un buon articolo – Parte 1

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A meno che non si stia scrivendo un manuale tecnico o di istruzioni, la scrittura è un processo creativo. Quando gli scrittori sono a lavoro, la loro è un’esplosioni di energia, elaborano i paragrafi senza fermarsi a pensare alla forma.

Se ogni tre parole ci si ferma per controllare quello che si sta facendo, si sta perdendo tempo a scrivere un articolo quasi imbarazzante, ecco allora che una editing checklist ovvero una lista di controllo e revisione dei testi può essere d’aiuto.

 

L’editing, una pratica incompresa

Un errore comune è quello di pensare che l’editing di testi riguarda l’ortografia e la grammatica. Forse prima dell’avvento del “word processor” lo era, ma ora abbiamo Word, Pages, Grammarly, Google Docs e una vasta gamma di strumenti che aiutano a correggere gli errori più comuni in pochi secondi.

Quello che è importante oggi sono lo stile, il fact-checking e la leggibilità. Alcuni di questi elementi sono tecnici, e li si può ridurre a una formula, ma come ho imparato che tutto passa prima attraverso la pubblicazione, ho imparato che non si può “insegnare” lo stile.

In questo articolo, voglio condividere un processo di editing che ho sviluppato per gli articoli e spero che sia anche di aiuto.

Sarà diviso in tre parti e si tratteranno:

  • Il copy editing;
  • La SEO nell’editing;
  • L’ottimizzazione visiva.

 

Parte 1: il copy editing

Mi occuperò innanzitutto del copy editing essendo questa la parte più corposa dell’articolo.

Infatti prima di potersi concentrare sui dettagli più “raffinati” (la SEO e le immagini), è meglio assicurarsi che il contenuto del nostro articolo sia corretto, pertanto iniziamo da questo.

 

Analizzare la struttura dell’articolo

È noto sin dai tempi della scuola, un articolo deve avere una introduzione, in modo da ottenere l’attenzione del lettore e trasmettergli il senso di ciò che si sta per dire.

Poi, per il corpo dell’articolo, si dovrebbero sviluppare una serie di punti sull’argomento trattato, tutto naturalmente all’altezza delle promesse del titolo e dell’introduzione.

Per completare il tutto, è necessario una conclusione in grado di riassumere i punti, indurre il lettore all’azione e lasciarlo con qualcosa su cui riflettere.

Infine, durante la rilettura dell’articolo, fare attenzione se l’articolo segue una sequenza logica dall’inizio alla fine.

 

Controllare l’ortografia

Come dicevo, l’editing non è solo ortografia e grammatica, ma è parte di essa. Una revisione con uno strumento apposito come quello che ha Word ad esempio è il minimo indispensabile, e troverà gli errori più evidenti agli occhi del lettore. Occorre sempre verificare di aver corretto tutte le parole e le frasi contrassegnate come errore. Ricordo che questi strumenti sono utili ma non perfetti, in ogni caso uno dei migliori strumenti sul web per la verifica è Grammarly.

Sarò ripetitivo ma voglio sottolineare ancora una volta che uno strumento per il controllo ortografico sarà pur fondamentale per scovare errori, virgole di troppo, parole confuse e tutti gli errori di ortografia, ma non potrà mai aggiungere quel tocco in più che è lo stile”.

Dopo aver letto l’articolo e aver fatto tutti i controlli del caso, è il momento di passare al livello successivo, il fact-checking.

 

Attenzione alle incongruenze

Gli strumenti di controllo ortografico non possono correggere tutto, ad esempio alcuni termini come ebook / e-book / eBook sono una questione di gusto.

Uno strumento di controllo ortografico potrebbe ometterli, quindi bisogna fare attenzione e non affidarsi soltanto ai programmi ma usare anche il nostro intelletto.

 

L’articolo è attendibile? Il fact-checking

Sicuramente questo passaggio è molto più importante per gli articoli e le notizie piuttosto che per i post di blog personali, ma essere sicuri di sostenere il vero è sempre cosa buona. Un buon metodo è quello di chiedersi “come fai a sapere questo?” per ogni dichiarazione che si legge.

Controllare sempre tutti i numeri, i fatti e le citazioni che hanno una fonte, con Google ad esempio si può fare una ricerca per trovare una citazione per le dichiarazioni prive di fondamento, si possono cercare ad esempio le parole chiave per trovare una fonte che rimandi all’affermazione.

 

Rimuovere le parole di troppo

Ci sono, vi è, tuttavia, indipendentemente, forse, eventualmente, piuttosto, un pò, bene.

Le parole di troppo fanno trasparire un senso di nervosismo per quello che stiamo scrivendo, e gli avverbi spesso non aggiungono nulla alla frase.

Ecco un elenco di 297 parole e frasi inutili che offuscano il vostro articolo.

Non dico di controllare quello che si sta scrivendo per ognuna delle 297 parole, ma dargli un’occhiata durante la stesura può essere d’aiuto per sapere di quale parola si può fare a meno.

 

Convertire dal passivo all’attivo

La sintassi al passivo non è sempre chiara, può confondere i fatti di cui si sta parlando.

Un metodo per riconoscere frasi passive è quello di cercare queste cose:

  • Una forma del verbo “essere”;
  • un participio passato;
  • opzionalmente la parola “con” seguita da un sostantivo.

Alcuni esempi:

  • Passivo: La finestra era rotta.
  • Attivo: Ben ha rotto la finestra.
  • Passivo: La partita di hockey su ghiaccio è stata ospitata dalla Russia quest’anno.
  • Attivo: La Russia ha ospitato la partita di hockey su ghiaccio di quest’anno.

Il mio consiglio è quello di cercare e sostituire sempre le frasi passive.

 

Fare a meno delle banalità e dei luoghi comuni

Cosa voglio dire? Faccio un paio di esempi per rendere più chiara l’idea,

  • evitare come la peste;
  • prendere il toro per le corna;
  • su un rullo;
  • sveglia!;
  • tirare pugni.

Quando si legge una banalità nota anche come cliché, il cervello la omette e non recepisce il significato perché ha visto quella frase tante volte.

“E noi non vogliamo di certo che i nostri lettori perdano il filo del nostro discorso, vero?”

 

Eliminare verbi e aggettivi inefficaci

Una parola forte è in grado di sostituire tre parole deboli con facilità. Invece di riempirsi di avverbi, aggettivi ecc. si possono usare delle parole forti per trasmettere significato.

Ad esempio:

  • Andate a vedere il mondo -> Viaggiare per il mondo
  • Non molto buona -> Pessimo
  • Un po’ di sofferenza -> Straziante
  • Molto interessante -> Affascinante

 

Non eccedere con le virgole, ma essere armonici

Dal momento che stiamo scrivendo per essere letti, e non per superare un esame in lingue straniere, è importante utilizzare le virgole per agevolare la lettura e l’armonia del testo.

L’obiettivo di uno scrittore è quello di trasformare i propri pensieri in parole, quindi nel caso non si è certi se ciò che si sta scrivendo è comprensibile, la domanda da porsi è “sarà di aiuto al lettore per capire la mia opinione?”.

 

Scrivi come parli

Scrivere utilizzando il linguaggio di tutti i giorni senza preoccuparsi troppo di utilizzare sinonimi dal suono intellettuale, non si diventa di certo famosi alienandosi dal pubblico. Il mio consiglio è “scrivi come parli”.

 

Tralasciare l’articolo per qualche giorno

La scrittura è un processo drenante e dopo lo sviluppo dell’articolo si potrebbe non avere l’energia e la concentrazione per modificarlo.

Può capitare anche di essere troppo “inquinati” dal testo per essere obiettivi, il mio consiglio è di far passare del tempo, ad esempio uno o due giorni, sarà l’ideale per l’ottima riuscita del lavoro.

Quando si rileggerà l’articolo, si troveranno sicuramente parti di esso che non vanno bene, e saranno evidenti le modifiche di cui ha bisogno.

 

Si conclude la prima di tre parti della checklist di revisione definitiva per il “content marketers”, appuntamento alla seconda parte!

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