Si può creare un sito aziendale con WordPress? Vediamolo assieme.

Molte persone pensano ancora che WordPress sia un CMS dedicato a chi vuole aprire il proprio blog online e pochi conoscono nel dettaglio le numerose funzionalità che questa piattaforma può offrire e che la rendono adatta anche alla creazione di un sito web aziendale.

Nato nell’ormai lontano 2003, WordPress all’inizio si posiziona sul mercato come CMS – Content Management System (in italiano sistema di gestione dei contenuti) – per creare blog, un’applicazione che dato l’ottimo lavoro svolto porta in breve tempo la piattaforma a diventare la soluzione ideale anche per la realizzazione di siti web aziendali. Un’evoluzione continua fatta di molteplici cambiamenti e aggiornamenti ha permesso all’utente di poter integrare nel sito sempre più funzioni e avere un controllo sempre maggiore, e tutto questo grazie a un team di migliaia di sviluppatori sparsi in tutto il mondo che hanno permesso a WordPress di essere oggi il CMS più utilizzato per tanti siti, compresi quelli di PMI e liberi professionisti. Ecco dunque perché oggi non solo è possibile ma anche consigliabile creare un sito web con WordPress (ti consiglio a tal proposito di leggere anche il nostro approfondimento sui “motivi per cui dovresti scegliere WordPress per il tuo sito web aziendale”, clicca qui).

 

In un sito web aziendale non devono mancare mai Homepage, Chi siamo, Prodotti/Servizi, Contatti

 

La struttura di un sito aziendale con WordPress

Due caratteristiche in particolare rendono WordPress un CMS adatto anche ai siti aziendali:

  1. la possibilità di creare menù personalizzati con link alle pagine del nostro sito o di altri siti;
  2. la possibilità di impostare un contenuto personalizzato per la prima pagina e non solo il tradizionale “ultimi post”.

Di default infatti WordPress è tuttora impostato come un blog anche se con le opportune modifiche è oggi possibile creare un sito aziendale con WordPress senza la sezione “Blog” al suo interno, cosa che sconsiglio (scopri il perché in questo articolo), e creando solo le tradizionali pagine statiche con contenuto fisso. Un esempio? La pagina “Chi Siamo”, la pagina “Prodotti” o “Servizi”, la pagina “Storia dell’Azienda” e così via.

Ma quali sono le caratteristiche che un sito aziendale deve possedere?

L’homepage con le informazioni essenziali per far capire chi siamo e cosa facciamo nel modo più semplice possibile, non pesante e invogliando l’utente a cliccare sui link alle altre pagine.

La pagina Contatti, che contenga l’indirizzo dell’azienda, i recapiti telefonici e un modulo di contatto per facilitare l’invio di messaggi email direttamente dal sito web senza fare saltare il visitatore da una pagina all’altra o peggio ancora da un sito ad un altro portandolo a distrarsi sicuramente.

Struttura di un sito web, equilibrio tra forma e contenuto

La pagina Dove Siamo, oggi è quasi sempre integrata dentro la pagina “Contatti” ma risulta fondamentale e molto comoda soprattutto se si opera a livello locale e si ha una sede a cui gli utenti possono fare affidamento. Quello che non deve assolutamente mancare nella sezione o pagina “dove siamo” è l’integrazione della mappa di Google Maps, un servizio in più che si dà all’utente e non tanto banale come si potrebbe pensare.

La sezione Prodotti/Servizi che spiega cosa possiamo offrire al visitatore del sito e va strutturata come pagina informativa con testo e immagini. Si possono anche creare più sottopagine ciascuna dedicata a uno specifico prodotto o servizio attraverso la gestione standard delle pagine o creare un catalogo prodotto attraverso uno dei tanti plugin disponibili.

Il tutto inserito in un tema grafico ad hoc che richiede oggi molto spesso un investimento inferiore ai 50/60 euro.

Se ti è venuto il desiderio di aprire il tuo spazio web con WordPress per dare maggiore visibilità alla tua azienda o attività contattaci, saremo ben felici di offrirti il nostro supporto.

Spero di esserti stato d’aiuto con questo articolo, se la risposta è affermativa ti prego lascia un commento e/o condividilo con la tua rete, grazie.

Torna ancora a leggerci continueremo a scrivere articoli utili ad aiutare a promuovere le aziende sul web!

Creare un sito, perché conviene scegliere WordPress?

Creare un sito con WordPress, 6 ragioni per dire si

Sei un libero professionista o titolare di una piccola impresa e ti sei reso conto che hai bisogno di avere un sito internet?

In rete hai letto di tutto su CMS, siti in WordPress, temi personalizzabili per ogni tipo di esigenza o di plugin da installare per espandere le funzioni del sito?

Ti stai chiedendo perché scegliere WordPress nel momento in cui hai deciso sia giunto il tempo di crescere sul web?

Se hai risposto si anche ad una sola di queste domande allora continuare a leggere potrebbe non essere tempo sprecato!

In questo breve articolo ti elenco 6 motivazioni valide che ti faranno dimenticare il pensiero di un sito proprietario difficile da gestire, pieno di codice indecifrabile da persone non addette ai lavori e se non ottimizzato a dovere difficile da interpretare anche dai motori di ricerca.

 

Perché WordPress?

WordPress negli ultimi anni ha dato sempre di più un forte contributo alla possibilità di essere “presenti online” ed il suo essere facilmente gestibile ed aggiornabile in maniera dinamica ha rivoluzionato il modo di approcciarsi al web. Grazie a WordPress il semplice fare blogging ovvero gestire un blog, che sia esso un blog di informazione o un blog di rappresentanza o addirittura un blog dove raccontare e condividere i propri hobby e le proprie passioni, è diventato molto semplice e alla portata veramente di tutti.

L’evoluzione di WordPress da semplice blog a piattaforma su cui sviluppare siti internet completi e adatti a tutte le esigenze ha fatto si che chiunque può cimentarsi con l’arduo compito di mettere su un sito internet.

Attenzione però a credere che fare siti web sia un gioco da ragazzi, non è tutto rose e fiori quello che vi si prospetta davanti, se poi il sito web non è per scopo amatoriale bensì serve come nel tuo caso per pubblicizzare la tua professione o la tua azienda online allora quello che ti consiglio è di affidarti a dei professionisti che non si fermano alla semplice “installazione in 5 minuti di WordPress” e alla scelta del tema di turno, ma sanno come personalizzare e adattare il tutto per far rispecchiare nel sito internet la tua azienda.

Fatta questa piccola introduzione, che tu sia un professionista o un “casual blogger” quello che oggi voglio condividere con te sono i vantaggi di una piattaforma valida e solida come WordPress, tengo a precisare che in questo articolo mi riferisco alla versione open source che è completamente gratuita e va installata su un server o un servizio di web hosting che di solito si acquista contemporaneamente all’acquisto del dominio.

Ecco quindi le 6 ragioni che mi spingono a consigliarti di creare un sito con WordPress e a farlo subito!

1 Google e WordPress: amore a prima vista

Sicuramente avrai interpellato oltre a un web designer anche un esperto SEO che ti aiuterà nella fase di posizionamento del sito dopo la sua pubblicazione online. Ebbene sappi che WordPress è “scritto” (lato codice) per assicurarti un ottimo posizionamento sui motori di ricerca, cosa che lo fa apprezzare molto fra i CMS sia per gestire semplici blog che, con le sue caratteristiche e funzionalità avanzate, per la creazione di un sito web completo ed efficiente.

Non mi fraintendere non sto dicendo che non hai bisogno di un professionista della SEO o di attuare tecniche SEO al tuo sito per poterlo posizionare, ma che WordPress essendo una è piattaforma già ben ottimizzata dà la possibilità di partire con una struttura già pronta per dialogare con il motore di ricerca per eccellenza, Google appunto, che diventa ad ogni aggiornamento del suo algoritmo sempre più severo e schizzinoso verso quei siti che non hanno tutte “le carte in regola” se così possiamo dire, per essere posizionati in prima pagina.

2 SEO, SEO e ancora SEO

Come accennavo prima WordPress si distingue per il “codice pulito” che a livello della SEO è molto positivo e apprezzato, questo almeno all’inizio o quantomeno prima che l’utente inizi a fare modifiche e personalizzazioni rilevanti. Oltre ad avere una base di codice ottimizzata, grazie anche a dei plugin installabili separatamente si può fare un pò di “SEO di base” (se vuoi saperne di più ti potrebbero interessare anche questo articolo e questa infografica), attività che puoi fare tranquillamente se hai dimestichezza con il web design anche se non sei uno sviluppatore. Non sottovalutare questo consiglio, ideale sia per il libero professionista che per la piccola azienda, sopratutto se la tua attività è all’inizio e il tuo budget a disposizione da dedicare alla consulenza di un consulente SEO è limitato o non l’hai ancora messo in programma.

3 Facilità d’uso

L’ho già detto e lo ripeto WordPress è diventato la piattaforma CMS più usata perché facilmente gestibile ed aggiornabile in maniera dinamica, le aree di gestione sono realmente facili da usare, flessibili e intuitive adatte anche a chi non fa di mestiere il web designer.

Ma allora ti potresti domandare perché dovresti affidarti a dei professionisti per la realizzazione del tuo sito aziendale?

La risposta è che non diventa tanto semplice utilizzare WordPress se non hai dimestichezza con l’informatica o se non sai di cosa si sta parlando quando senti parole come metatag, keywords ecc., inoltre come ho già detto prima se sei un professionista e devi far crescere la tua attività non penso che tu abbia così tanto tempo da dedicare a capire come funziona una piattaforma come WordPress o come inserire una funzione piuttosto che una personalizzazione del tema.

Se poi vuoi che le cose siano fatte bene è sempre meglio affidarsi a chi lo fa di mestiere. Ti faccio un esempio preso dalla quotidianità, sicuramente sai come cambiare una presa di corrente in casa o come sostituire il tubo gocciolante del lavello e se non lo sai oggi basta andare su Google e trovi subito tutto, ma questo non significa che lo sai fare bene o che hai tutto il necessario per portare a termine il lavoro o che tu abbia il tempo necessario per farlo, soprattutto se devi lavorare per far crescere la tua azienda, è per questo che ti affidi all’elettricista o all’idraulico di turno, perché sai che ti farà un lavoro serio e professionale e nel minor tempo possibile.

Quando dico che WordPress rappresenta la soluzione adatta a te, imprenditore o libero professionista, che non sei tanto esperto di informatica ma vuoi gestire da solo il tuo sito web, intendo dire che per la gestione della piattaforma, l’aggiornamento dei plugin, l’inserimento di nuovi articoli piuttosto che l’aggiornamento delle immagini nella gallery non ci sia scelta più azzeccata per portare la tua azienda sul web.

Creare un sito con WordPress AITECH Grafica & Media

4 Temi WordPress davvero accattivanti

I temi WordPress con cui realizzerai il tuo sito web sono veramente accattivanti, ottimizzati per la SEO e aperti a personalizzazioni più o meno radicali. Su ThemeForest ne potrai trovare di ogni genere, il mio consiglio è di utilizzare il tema più flessibile alle tue esigenze tra quelli a disposizione sul marketplace. Per ogni tipo di progetto infatti c’è quello più adatto a coprire delle date specifiche, ad esempio ci sono quelli adatti ad avere un profilo più “professionale” oppure quelli adatti al settore gamer o quelli già strutturati e confezionati con i dovuti plugin per operare come e-commerce. La scelta è davvero vasta, la varietà di stili e il livello alto di personalizzazione permettono di avere un sito moderno, con una grafica fresca e di forte impatto verso i tuoi clienti. Non di secondo piano poi la possibilità di essere già predisposto, grazie alla funzione responsive, per essere fruibile su ogni genere di dispositivo mobile come tablet e smartphone, caratteristica di rilevante importanza visto che almeno il 50% del traffico oggi proviene da mobile.

5 Pagine personalizzabili e infinite

Il bello di WordPress, rispetto ad altri servizi simili o concorrenti, è che non hai limiti, il tuo sito può avere una pagina unica o un numero infinito di pagine e lo stesso vale per i post/articoli.

Perché ho detto “rispetto ad altri servizi simili o concorrenti” è presto detto, perché a differenza di altri programmi – conosciuti anche come web toolset – che richiedono costi aggiuntivi o sottoscrizioni di abbonamenti, con WordPress si ha la possibilità di avere innumerevoli strumenti a propria disposizione gratuitamente.

Un suggerimento extra che ti do è di approfittare della potenzialità di avere un sistema completo e che integra tutto il necessario per creare anche landing page personalizzate, mirate per la promozione dei tuoi prodotti e servizi.

6 WordPress e i Social Media: amore a prima vista

Come detto sopra per Google anche tra WordPress e i Social Media Networks è stato amore a prima vista e nel marketplace di WordPress si trovano tantissimi plugin per integrare il tuo sito con i social, basta sceglierne uno, installarlo e in pochi click si rende il sito web più social friendly che mai.

Potrai così rendere virali i tuoi contenuti aumentando il traffico e le conversioni sul tuo sito web, da subito!

 

Come vedi è davvero semplice creare un sito web accattivante e professionale utilizzando WordPress. Se quindi hai deciso che è giunto il momento di creare un sito con WordPress contattami e ti supporterò per definire e realizzare il sito web più adatto alle tue esigenze.

Spero di esserti stato d’aiuto con questo articolo, se la risposta è affermativa ti prego lascia un commento e/o condividilo con la tua rete, grazie.

Torna ancora a leggerci continueremo a scrivere articoli utili ad aiutare a promuovere le aziende sul web!

Posizionamento del sito web? Ecco le basi dei servizi SEO

Aiutare le aziende a muovere i primi passi sul web, è questo il nostro obiettivo.

Molti siti e blog offrono suggerimenti per il posizionamento del sito web, che sia esso personale o aziendale, sui motori di ricerca. In rete si vedono post, guide, video e molto altro e per questo oggi ho deciso di dare il mio contributo sul tema in modo da aiutarvi a generare traffico qualificato sul vostro sito. Il nostro obiettivo è quello di aiutare le aziende a muovere i primi passi in questo settore, che a prima vista può sembrare veramente complesso.

Ecco quindi di seguito alcuni suggerimenti da seguire una volta lanciato il proprio sito online per ottenere un buon posizionamento su Google ma anche sugli altri motori di ricerca.

Posizionamento del sito web: primi passi

Quello che consiglio è creare fin dall’inizio un account su Google Analytics (se già avete un account Gmail va bene anche quello) e inserire il codice di monitoraggio sul proprio sito web verificandone la proprietà. Se il vostro sito è realizzato con un CMS come ad esempio WordPress basta inserire il codice di monitoraggio nella sezione apposita delle impostazioni del tema che avete installato oppure inserirlo in un plugin, ce ne sono tanti disponibili, io di solito uso questo che è semplice e veloce da configurare ma sono sicuro che troverete online molte guide per collegare il vostro sito ad Analytics.

Il secondo passo è invece quello di abilitare Google Search Console, con lo stesso account utilizzato per Google Analytics, collegandolo al proprio sito e anche in questo caso verificandone la proprietà. Dopo la verifica troverete su questo tool numerosi strumenti SEO gratuiti per migliorare il vostro posizionamento online.

Per una corretta ottimizzazione sarà quindi necessario inviare a Google una sitemap del sito, ovvero un file “html” o meglio ancora se in formato “xml” con informazioni utili per il motore di ricerca. Non sapete come crearne una? Ecco un valido sito venire in vostro aiuto: xml-sitemaps.com.

Anche la favicon (l’icona che rappresenta il vostro brand) è un elemento importante che viene considerata dagli algoritmi di ricerca, in questa guida in inglese per WordPress, se state utilizzando questo CMS, troverete indicazioni per crearne una ma ci sono altri metodi e modalità sia per crearne una che per inserirla sul vostro sito che sia esso in WordPress o basato su altra piattaforma.

C’è chi la vede solo come un arredamento grafico e in molti siti non è nemmeno presente, ma si ritiene che la presenza della favicon influenzi la posizione di una pagina nei risultati di ricerca ed è per questo che noi la consigliamo.

aitech web agency

Ottimizzazione del sito: immagini, ortografia, link

Parliamo ora di immagini: per salire di posizioni il vostro sito dovrà contenere poche immagini, di piccole dimensioni e dal caricamento veloce per essere meglio indicizzato dai motori di ricerca. Uno dei fattori determinanti il bounce rate è infatti proprio la velocità di caricamento pertanto per un buon posizionamento del sito web lasciate perdere tutta la grafica non necessaria. Un buon strumento per ridimensionare le immagini è Webresizer oppure Optimizilla.

A questo punto è buona regola controllare gli errori di scrittura, il codice e i link del vostro sito in quanto i motori di ricerca ne tengono conto nel stabilire il posizionamento di un sito web, per farlo potete usare il già citato Google Search Console o strumenti SEO come SEOZoom, mentre consiglio di usare Link Checker per quanto riguarda la parte relativa ai link.

Siete dei perfezionisti e volete sapere se ci sono errori nel codice di scrittura? Un ottimo strumento è Validator.

Social Media e posizionamento sito, da non sottovalutare

Non dimenticate poi di utilizzare i social media network per usufruire attivamente dei vantaggi per il posizionamento legati all’utilizzo di Facebook, Twitter, Linkedin, Google+, Instagram ecc. utilissimi per creare conversioni e attrarre nuovi utenti. Se avete più di uno o due profili social esistono diversi strumenti online per gestire gratuitamente più profili social media da un’unica dashboard e il mio consiglio è quello di affidarsi a Buffer o Hootsuite o SocialPilot, tre valide web app di social media management.

La qualità prima di tutto

Concludiamo con quella che è la regola più importante: creare contenuti di qualità che permettano ai motori di ricerca di capire le pagine di un sito, l’argomento di cui trattano e il grado di aggiornamento creando anche in questo caso quel “Social Engagement” che permette al sito di essere visitato più frequentemente e quindi generare azioni in base alla call-to-action desiderata.

Oggi infatti fare SEO è molto più che ottimizzare codici e immagini per il web, si tratta di promuoversi online a 360° per migliorare la conoscenza dell’azienda, del prodotto o del servizio nella mente dei consumatori e raggiungere la prima pagina nei motori di ricerca.

 

Spero di esserti stato d’aiuto con questo articolo, se la risposta è affermativa ti prego lascia un commento e/o condividilo con la tua rete, grazie.

Torna ancora a leggerci continueremo a scrivere articoli utili ad aiutare a promuovere le aziende sul web!

Realizzazione del sito web aziendale: come scegliere una web agency

E’ fondamentale che in un mercato altamente competitivo come quello del web le aziende italiane comincino a studiare seriamente come promuoversi online per sconfiggere la crisi. Il primo passo, l’origine di tutta l’attività che verrà poi fatta sul web è la realizzazione del sito web aziendale.

Ma come scegliere la web agency più adatta? A chi rivolgersi? Ecco in questo articolo alcuni suggerimenti su come trovare chi si occuperà della realizzazione del sito web per la tua attività.

La lista di partenza

Iniziamo come per ogni scelta nel fare un breve elenco dei potenziali pretendenti in modo da poter poi avviare il processo di selezione della web agency che si occuperà per noi della realizzazione del sito web.

I fattori da considerare sono diversi e cambiano a seconda della tua attività, del mercato in cui si opera e del luogo in cui si risiede ma i passi da seguire sono sempre gli stessi. Innanzitutto devi focalizzare il mercato per poi valutare la posizione geografica della web agency a cui vuoi rivolgerti: certo si può lavorare da remoto ma se sono previste molte riunioni nel corso dell’anno scegliere un’agenzia vicino a casa permetterà di risparmiare sui costi di trasferta.

Infine è bene valutare le competenze dell’agenzia in quanto difficilmente il consulente SEO o il web designer saranno anche social media manager e copywriter o viceversa. Cerca quindi di rivolgerti per la realizzazione del sito web della tua attività a una struttura focalizzata proprio su questo business ma rimani flessibile in quanto l’agenzia potrebbe affidare a un collaboratore esterno le competenze da te richieste in altri ambiti.

Non da ultimo sono importanti anche le dimensioni della struttura a cui ti rivolgerai in quanto puoi scegliere tra una attività più piccola e flessibile oppure una grande agenzia da 50 dipendenti per esigenze di marketing superiori.

Qualche domanda per la scelta della web agency

Per facilitare il processo di individuazione di una web agency per la realizzazione di siti web ho stilato un elenco di domande da porsi prima di firmare il contratto:

  • La prima impressione è buona?
  • Ha le competenze e le risorse necessarie?
  • Posso vedere un portfolio di casi di successo simili al settore di mio interesse?
  • E’ professionale?
  • Ha costi iniziali accessibili?

Una volta individuata la rosa delle possibili agenzie puoi procedere alla scrematura sulla base dei lavori già svolti, dei nomi dei clienti e del gusto personale.

Fatti altre domande, ad esempio: ti piacciono i siti da loro realizzati? Sono moderni? L’agenzia ha esperienza specifica nel settore in cui operi?

Se la risposta a queste domande è affermativa allora bene, hai trovato l’agenzia giusta per la realizzazione del sito web per la tua attività che stavi cercando.

Un consiglio in più? Provare a scrivere una email ai clienti che hanno usufruito dei servizi dell’agenzia per avere il loro giudizio obiettivo sulle effettive competenze.

 

Spero di esserti stato d’aiuto con questo articolo, se la risposta è affermativa ti prego lascia un commento e/o condividilo con la tua rete, grazie.

Torna ancora a leggerci continueremo a scrivere articoli utili ad aiutare a promuovere le aziende sul web!

Lead generation? La Pagina Facebook aziendale è fondamentale

Se la tua azienda punta al web per la propria promozione sicuramente i social media network sono strumenti a cui si deve affidare per far conoscere e condividere i propri prodotti o servizi. Oggi in rete trovi tante piattaforme social e Facebook è uno dei più popolari nonché usati.

Ti sarà capitato di sentir dire la classica frase “se fai promozione online non puoi non essere su Facebook!”, ma a che serve esserci se poi la Pagina aziendale non porta i risultati sperati?

Devi sapere che Facebook è uno strumento potentissimo per fare lead generation ma deve essere usato in maniera appropriata, e la prima cosa da fare è quella di aumentare i followers della Pagina aziendale.

Ma come fare? Continua a leggere, ti spiegherò alcune semplici tecniche che ti aiuteranno a coinvolgere molti più Fan.

 

“Se non usi le call-to-action stai perdendo delle opportunità di business”

 

Sapevi che nonostante sei molto attivo su Facebook e aggiorni regolarmente la Pagina aziendale, se non usi delle “call-to-action” stai perdendo delle opportunità di business? Una call-to-action incentiva la risposta degli utenti ai tuoi contenuti e la puoi usare come un aggiornamento del tuo stato, più gli utenti interagiscono con la tua Pagina aziendale e più ne beneficerai in visibilità, traffico e opportunità di marketing.

Molti mi chiedono come aumentare i follower, altri come indurre gli utenti all’azione, sembrano due cose differenti ma sono due facce della stessa medaglia ed entrambe la conseguenza dell’altra, ecco perché questi 5 consigli (scarica anche l’infografica) ti potranno aiutare sia ad aumentare i Fan della tua Pagina aziendale che a invogliare gli utenti di Facebook ad interagire con i contenuti che condividi.

 

1. Pubblica contenuti per i tuoi Fan

Vuoi mostrare il tuo business ai tuoi fan, ma non sai come fare? La maggior parte degli amministratori di Pagine Facebook aziendali sono convinti che pubblicare gli stessi aggiornamenti continuamente sia la soluzione migliore. Ma a lungo andare, questa tecnica non stimola più i fan e non sfrutta le potenzialità di EdgeRank.

EdgeRank è un algoritmo di Facebook usato per determinare l‘importanza degli aggiornamenti che vengono pubblicati. Più commenti un aggiornamento riceve, maggiore sarà il punteggio calcolato da EdgeRank e di conseguenza più in alto sarà piazzato l’aggiornamento nella sezione notizie di Facebook la “news feed” ovvero la pagina principale dove compaiono gli aggiornamenti degli amici, dei gruppi, delle pagine seguite ecc. Inoltre Facebook mostrerà l‘aggiornamento pubblicato a molta più gente, questo significa che ricevere dei commenti ai contenuti che pubblichi dovrebbe essere l’obiettivo principale da raggiungere.

Per ricevere commenti, adatta il contenuto di ciò che pubblichi in modo che i tuoi follower siano spronati a rilasciare opinioni. I commenti faranno salire in cima alla pagina notizie di Facebook dei tuoi fan i messaggi che pubblichi, dando possibilità ad un numero maggiore di utenti di interagire con essi.

 

consigli per aumentare fan pagina facebook aziendale

Scarica l’infografica “5 consigli per aumentare i Fan di Facebook” dalla pagina Guide & Consigli

 

2. Pubblica contenuti rilevanti

Se hai provato a stimolare i tuoi fan ma non ricevi risposte di ritorno, allora forse è il momento di fare un passo indietro e di valutare quello che pubblichi. Stai pubblicando di più contenuti che riguardano la tua azienda o che riguardano la tua community e i tuoi hobby? Gli utenti di Facebook, in base a delle statistiche, vogliono e interagiscono volentieri con contenuti rilevanti per loro.

Se un’azienda di cucine pubblica solo pubblicità e null’altro, ad esempio solo informazioni sulla resistenza dei materiali o sulla vasta personalizzazione offerta, non potrà sicuramente ottenere le interazioni che vorrebbe. Devi dare a chi ti segue una ragione ad interagire, creando contenuti che parlino di argomenti a loro cari.

 

3. Condividi e otterrai traffico

Troppo spesso, gli amministratori di Pagine Facebook, creano fantastiche pagine, complete e piene di informazioni, ma si dimenticano di includere una “call-to-action”. Non soltanto i contenuti che pubblichi sono importanti ma anche tutto il resto nella tua pagina è importante, ed è necessario che questi contenuti si diffondano dentro Facebook. Ecco perchè appunto tutto ciò che pubblichi deve essere condivisibile, e per farlo puoi includere un pulsante di condivisione che induca i tuoi followers a ricondividerlo nella loro bacheca o in una pagina o in un gruppo.

Se ad esempio regali del materiale multimediale come ebook oppure fotografie professionali oppure video ecc., puoi inserire un pulsante di condivisione, una “call-to-action” appunto, per poter scaricare il contenuto così che i follower della pagina possono condividere l’azione fatta nella loro rete e in questo modo far sapere ai loro amici che hanno scaricato qualcosa dalla tua pagina aziendale.

Una persona che inizia a seguire la pagina aziendale o che scarica un contenuto è un ottimo risultato raggiunto, ma se quella persona oltre a fare questo condivide con tutta la sua rete di amici l’azione che ha fatto, si avrà la possibilità di avere molto più traffico e potenzialmente molte più possibilità di fare affari.

Ricorda, qualsiasi siano i contenuti che pubblichi, se non verranno condivisi, non porteranno beneficio alla tua pagina come dovrebbero.

 

4. “Iscriviti ora!” Stimola i tuoi Fan

Le sezioni, conosciute anche come tab, della tua Pagina Facebook aziendale sono ideali per poter inserire un modulo newsletter oppure un modulo di registrazione. Se il numero di sottoscrizioni non è quello sperato allora occorre incentivarlo.

Ricorda ai tuoi fan quali sono i benefici che possono avere e ricevere iscrivendosi, come ad esempio la possibilità di ricevere delle guide o dei cataloghi oppure di usufruire di coupon per beneficiare di sconti e tanto altro. Questo metodo è ottimo per far aumentare la lista dei tuoi followers oltre che a stimolarli alla conoscenza dei prodotti e dei servizi proposti.

lead generation su pagina facebook aziendale

5. Riservato ai Fan, semplice ma efficace

Vuoi far salire il numero dei tuoi fan ma allo stesso tempo incrementare l’acquisizione di clienti?

Crea un pannello (tab) personalizzato sulla tua Pagina Facebook aziendale con un contest o un’offerta riservati solo per chi già segue la pagina. Notifica a tutti i non-fan che visitano la tua pagina un messaggio, ad esempio la possibilità di un prezzo speciale o di uno sconto, ma informali che per poterne approfittare devono prima mettere “mi piace” sulla pagina e iniziarla a seguire. Una volta fatto questo, mostragli un modulo di registrazione, questo ti potrà essere utile per poter acquisire i dati e targettizzare l’utente, ad esempio richiedendo l’indirizzo email o il numero di telefono.

Se stai regalando contenuti di qualità, sicuramente otterrai nuovi fan che metteranno “mi piace” sulla pagina e nuovi dati e informazioni sugli utenti.

E’ importante ricordare che il contest è sulla pagina principale e non nasconde tutto il resto, pertanto puoi riservare le offerte, le promozioni e quant’altro si vuole offrire soltanto a chi diventa fan della pagina, ma non puoi nascondere le informazioni, i contenuti pubblicati ecc. a chiunque visita la pagina che siano essi fan o semplici navigatori.

E non dimenticare mai che più contenuti metti sotto restrizioni e più aumenterà il tasso di abbandono della pagina.

 

Questi 5 consigli ti aiuteranno sicuramente ad aumentare il traffico della tua Pagina Facebook aziendale, ma non dimenticare che se vuoi ottenere risultati e aumentare il business della tua azienda devi mettere al primo posto gli utenti.

Poniti delle domande, ad esempio – Perché dovrebbe piacere il mio brand? Cosa abbiamo in comune? Cosa posso condividere? – Ti aiuteranno ad iniziare la tua lead generation su Facebook e ad avvicinarti ad un pubblico sempre più ampio.

7 motivi per cui la tua azienda dovrebbe essere presente sui social

I social, una vera opportunità di business!

L’interesse delle aziende per i social cresce di mese in mese e si stanno rivelando vincenti sia le campagne di pubblicizzazione dei prodotti che le attività di brand building e customer service.

Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn sono i più usati dalle aziende.

Secondo gli analisti, gli utenti desiderano risposte dirette dalle aziende, ecco perché il 46% delle aziende presenti sui social network usa anche gli strumenti di messaggistica social come Messenger di Facebook, WhatsApp, Skype e Telegram per poter dialogare con i clienti (attuali e potenziali).

 

“Per avere successo bisogna andare dove c’è il cliente”

 

È proprio quello che da alcuni anni stanno facendo le aziende, spostandosi sempre più sul versante “virtuale”, offrendo sia un nuovo tipo di comunicazione che nuovi servizi online.

Gli strumenti più utilizzati dalle aziende sui social media sono: immagini, foto e video, contenuti testuali, newsletter e documenti.

I social servono per generare un contatto diretto con i clienti ed attrarre i potenziali consumatori avvicinandoli ad un’idea nuova di business: più vicina ai giovani e al loro modo di pensare.

Il linguaggio delle aziende è cambiato: non più istituzionale ed austero, ma volto all’inclusione e al coinvolgimento emozionale, i giovani si conquistano se li si fa sentire “parte di un gruppo”.

 

I social sono cruciali per le aziende: ecco i 7 motivi

I Social Media sono ormai un elemento indispensabile del marketing mix, perché consentono di:

 

1. Creare Connessioni

I social facilitano la comunicazione bidirezionale, ciò consente alle aziende di interagire, non semplicemente parlare. I clienti rispondono, chiedono, si relazionano direttamente, offrendo idee e riflessioni.

L’interazione è un ottimo strumento per rafforzare la fedeltà alla marca e la soddisfazione del cliente.

 

2. Promuovere prodotti e servizi

Grazie ad un nuovo approccio, più amichevole e diretto (immagini e video), i social media offrono nuovi canali per promuovere prodotti e soluzioni (attraverso campagne creative ad hoc), studiate appositamente per ogni social: LinkedIn, YouTube, Facebook ecc.

 

3. Facile condivisione

I social sono il mezzo più potente che consente di allargare a macchia d’olio la comunicazione (se fatta bene). La condivisione è vincente perché: facile da realizzare e proviene da amici/conoscenti.

Un messaggio può essere letto o visto da milioni di persone in pochi giorni, e può servire anche semplicemente per aumentare la fiducia dei consumatori.

 

4. Targeting

Social come Facebook, LinkedIn, Twitter consentono di raggiungere target precisi di clientela.

Il social targeting consente agli utenti di distribuire messaggi e comunicazione agli individui in base a criteri molto precisi, tra cui la posizione geografica, età, sesso, carriera, istruzione e interessi. Inoltre, grazie ai profili social dei clienti si riescono a conoscere informazioni molto specifiche: interessi, composizione della famiglia, luoghi vacanze, idee e progetti, desideri, ecc.

 

5. Controllo real-time e totale flessibilità

I social media permettono il controllo in tempo reale, e massima flessibilità nel modificare campagne, articoli, progetti.

Sul web si creano contenuti ed approfondimenti in poche ore, si possono anche sviluppare diverse forme comunicative, l’una diversa dall’altra in base alle tipologie di cliente con cui parliamo. Tutto questo è modificabile in qualsiasi momento, in tempo reale.

 

6. Social Customer Care

E’ possibile ascoltare attivamente le conversazioni online, ciò consente di comprendere eventuali problematiche, rispondere alle richieste, annotare idee e proposte.

Il controllo della conversazione è determinante per contribuire positivamente alla buona reputazione del brand, per ricucire i rapporti con clienti scontenti, per fidelizzare clienti.

Il servizio di social customer care è tra i servizi ritenuti più importanti dai consumatori.

 

7. Misurabilità, ROI

I social a differenza di quello che si possa pensare, sono tra i canali marketing più misurabili di tutti. Il web offre sempre dei dati di ritorno: attraverso gli Analytics di Google, di Facebook, di Twitter o anche grazie a piattaforme più complesse (a pagamento). 

Si possono impostare  ed ottenere importanti KPI (visite sito web, impressions, engagement, commenti, accesso ad aree specifiche di servizi online, ecc.) che diventano ancora più decisivi se incrociati con dati provenienti dal CRM o dal gestionale aziendale.

 

Grazie al web si può comprendere il valore preciso degli sforzi fatti.

La misurabilità è forse l’elemento più decisivo che ha portato le aziende a servirsi e credere sul web e sui social. Avere dei KPI come termometro di cosa stiamo facendo serve sia per monitorare efficacemente l’operatività su web e social, ma soprattutto per comprendere il raggiungimento di obiettivi definiti ed eventualmente fare degli aggiustamenti (tuning) in corso.

I consigli del “content marketer” per scrivere un buon articolo – Parte 1

A meno che non si stia scrivendo un manuale tecnico o di istruzioni, la scrittura è un processo creativo. Quando gli scrittori sono a lavoro, la loro è un’esplosioni di energia, elaborano i paragrafi senza fermarsi a pensare alla forma.

Se ogni tre parole ci si ferma per controllare quello che si sta facendo, si sta perdendo tempo a scrivere un articolo quasi imbarazzante, ecco allora che una editing checklist ovvero una lista di controllo e revisione dei testi può essere d’aiuto.

 

L’editing, una pratica incompresa

Un errore comune è quello di pensare che l’editing di testi riguarda l’ortografia e la grammatica. Forse prima dell’avvento del “word processor” lo era, ma ora abbiamo Word, Pages, Grammarly, Google Docs e una vasta gamma di strumenti che aiutano a correggere gli errori più comuni in pochi secondi.

Quello che è importante oggi sono lo stile, il fact-checking e la leggibilità. Alcuni di questi elementi sono tecnici, e li si può ridurre a una formula, ma come ho imparato che tutto passa prima attraverso la pubblicazione, ho imparato che non si può “insegnare” lo stile.

In questo articolo, voglio condividere un processo di editing che ho sviluppato per gli articoli e spero che sia anche di aiuto.

Sarà diviso in tre parti e si tratteranno:

  • Il copy editing;
  • La SEO nell’editing;
  • L’ottimizzazione visiva.

 

Parte 1: il copy editing

Mi occuperò innanzitutto del copy editing essendo questa la parte più corposa dell’articolo.

Infatti prima di potersi concentrare sui dettagli più “raffinati” (la SEO e le immagini), è meglio assicurarsi che il contenuto del nostro articolo sia corretto, pertanto iniziamo da questo.

 

Analizzare la struttura dell’articolo

È noto sin dai tempi della scuola, un articolo deve avere una introduzione, in modo da ottenere l’attenzione del lettore e trasmettergli il senso di ciò che si sta per dire.

Poi, per il corpo dell’articolo, si dovrebbero sviluppare una serie di punti sull’argomento trattato, tutto naturalmente all’altezza delle promesse del titolo e dell’introduzione.

Per completare il tutto, è necessario una conclusione in grado di riassumere i punti, indurre il lettore all’azione e lasciarlo con qualcosa su cui riflettere.

Infine, durante la rilettura dell’articolo, fare attenzione se l’articolo segue una sequenza logica dall’inizio alla fine.

 

Controllare l’ortografia

Come dicevo, l’editing non è solo ortografia e grammatica, ma è parte di essa. Una revisione con uno strumento apposito come quello che ha Word ad esempio è il minimo indispensabile, e troverà gli errori più evidenti agli occhi del lettore. Occorre sempre verificare di aver corretto tutte le parole e le frasi contrassegnate come errore. Ricordo che questi strumenti sono utili ma non perfetti, in ogni caso uno dei migliori strumenti sul web per la verifica è Grammarly.

Sarò ripetitivo ma voglio sottolineare ancora una volta che uno strumento per il controllo ortografico sarà pur fondamentale per scovare errori, virgole di troppo, parole confuse e tutti gli errori di ortografia, ma non potrà mai aggiungere quel tocco in più che è lo stile”.

Dopo aver letto l’articolo e aver fatto tutti i controlli del caso, è il momento di passare al livello successivo, il fact-checking.

 

Attenzione alle incongruenze

Gli strumenti di controllo ortografico non possono correggere tutto, ad esempio alcuni termini come ebook / e-book / eBook sono una questione di gusto.

Uno strumento di controllo ortografico potrebbe ometterli, quindi bisogna fare attenzione e non affidarsi soltanto ai programmi ma usare anche il nostro intelletto.

 

L’articolo è attendibile? Il fact-checking

Sicuramente questo passaggio è molto più importante per gli articoli e le notizie piuttosto che per i post di blog personali, ma essere sicuri di sostenere il vero è sempre cosa buona. Un buon metodo è quello di chiedersi “come fai a sapere questo?” per ogni dichiarazione che si legge.

Controllare sempre tutti i numeri, i fatti e le citazioni che hanno una fonte, con Google ad esempio si può fare una ricerca per trovare una citazione per le dichiarazioni prive di fondamento, si possono cercare ad esempio le parole chiave per trovare una fonte che rimandi all’affermazione.

 

Rimuovere le parole di troppo

Ci sono, vi è, tuttavia, indipendentemente, forse, eventualmente, piuttosto, un pò, bene.

Le parole di troppo fanno trasparire un senso di nervosismo per quello che stiamo scrivendo, e gli avverbi spesso non aggiungono nulla alla frase.

Ecco un elenco di 297 parole e frasi inutili che offuscano il vostro articolo.

Non dico di controllare quello che si sta scrivendo per ognuna delle 297 parole, ma dargli un’occhiata durante la stesura può essere d’aiuto per sapere di quale parola si può fare a meno.

 

Convertire dal passivo all’attivo

La sintassi al passivo non è sempre chiara, può confondere i fatti di cui si sta parlando.

Un metodo per riconoscere frasi passive è quello di cercare queste cose:

  • Una forma del verbo “essere”;
  • un participio passato;
  • opzionalmente la parola “con” seguita da un sostantivo.

Alcuni esempi:

  • Passivo: La finestra era rotta.
  • Attivo: Ben ha rotto la finestra.
  • Passivo: La partita di hockey su ghiaccio è stata ospitata dalla Russia quest’anno.
  • Attivo: La Russia ha ospitato la partita di hockey su ghiaccio di quest’anno.

Il mio consiglio è quello di cercare e sostituire sempre le frasi passive.

 

Fare a meno delle banalità e dei luoghi comuni

Cosa voglio dire? Faccio un paio di esempi per rendere più chiara l’idea,

  • evitare come la peste;
  • prendere il toro per le corna;
  • su un rullo;
  • sveglia!;
  • tirare pugni.

Quando si legge una banalità nota anche come cliché, il cervello la omette e non recepisce il significato perché ha visto quella frase tante volte.

“E noi non vogliamo di certo che i nostri lettori perdano il filo del nostro discorso, vero?”

 

Eliminare verbi e aggettivi inefficaci

Una parola forte è in grado di sostituire tre parole deboli con facilità. Invece di riempirsi di avverbi, aggettivi ecc. si possono usare delle parole forti per trasmettere significato.

Ad esempio:

  • Andate a vedere il mondo -> Viaggiare per il mondo
  • Non molto buona -> Pessimo
  • Un po’ di sofferenza -> Straziante
  • Molto interessante -> Affascinante

 

Non eccedere con le virgole, ma essere armonici

Dal momento che stiamo scrivendo per essere letti, e non per superare un esame in lingue straniere, è importante utilizzare le virgole per agevolare la lettura e l’armonia del testo.

L’obiettivo di uno scrittore è quello di trasformare i propri pensieri in parole, quindi nel caso non si è certi se ciò che si sta scrivendo è comprensibile, la domanda da porsi è “sarà di aiuto al lettore per capire la mia opinione?”.

 

Scrivi come parli

Scrivere utilizzando il linguaggio di tutti i giorni senza preoccuparsi troppo di utilizzare sinonimi dal suono intellettuale, non si diventa di certo famosi alienandosi dal pubblico. Il mio consiglio è “scrivi come parli”.

 

Tralasciare l’articolo per qualche giorno

La scrittura è un processo drenante e dopo lo sviluppo dell’articolo si potrebbe non avere l’energia e la concentrazione per modificarlo.

Può capitare anche di essere troppo “inquinati” dal testo per essere obiettivi, il mio consiglio è di far passare del tempo, ad esempio uno o due giorni, sarà l’ideale per l’ottima riuscita del lavoro.

Quando si rileggerà l’articolo, si troveranno sicuramente parti di esso che non vanno bene, e saranno evidenti le modifiche di cui ha bisogno.

 

Si conclude la prima di tre parti della checklist di revisione definitiva per il “content marketers”, appuntamento alla seconda parte!

Stai pensando di aprire un blog aziendale? 5 consigli gratuiti per te

Oggi la maggior parte delle persone e delle aziende ha un blog, gratuito o a pagamento, su cui condivide passioni personali, traguardi professionali, esperienze in un determinato settore oppure che utilizza attivamente per promuovere i prodotti e servizi che offre.

Molti scelgono di aprire un blog per monetizzare con la propria attività: se anche tu fai parte di queste persone oggi voglio offrirti 5 consigli gratuiti per ottenere il massimo sul web.

 

1. Scegli una nicchia precisa a cui rivolgerti

Ti assicuro che per quanto banale questo è l’errore più frequente del blogger alle prime armi che preso dall’entusiasmo si dimentica di individuare persone che condividono interessi e bisogni simili a cui rivolgersi.

 

2. Non copiare

Proprio come a scuola nei famigerati compiti in classe. In primo luogo perché rischi di essere penalizzato da Google. Prendi pure ispirazione dei tuoi modelli, ma rielabora i contenuti e arricchiscili con la tua personale opinione: la visibilità online è assicurata!

 

3. Mettiti nei panni dei lettori

Anche se scrivi spinto da passione ed entusiasmo, ricordati di metterti nei panni dei tuoi lettori offrendo un contenuto che risponda realmente alle loro esigenze e bisogni. Ricordati anche di non utilizzare un linguaggio troppo tecnico e da addetti al settore perché rischi di diventare incomprensibile!

 

4. Non aprire un blog gratuito

Anche se pensi che WordPress.com con la sua offerta di spazio e dominio gratuito è allettante, il mio consiglio è di non prenderla in considerazione se il tuo obiettivo è di fare dell’attività di blogger una professione in grado di assicurarti una rendita. L’investimento per uno spazio sul web che amministrerai direttamente è pari a circa 50 euro l’anno (una spesa davvero modesta in confronto con i risultati che puoi ottenere dal web).

 

5. Content is the king… ma non basta

Naturalmente devi essere accattivante e leggibile ma anche la formattazione del testo gioca la sua parte. Utilizza le citazioni per sottolineare i passaggi chiave, usa molto l’elenco puntato e dividi il testo in passaggi accompagnandoli ciascuno con una bella foto inerente all’articolo. Sicuramente otterrai che il lettore non si fermerà dopo le prime righe ma leggerà l’intero pezzo da te pubblicato.

 

E poi? Via di social con una pagina Facebook, Twitter, LinkedIn dedicata al tuo blog sulla quale ripubblicare i link agli articoli e da integrare con le notizie del tuo settore per dar vita a una community di lettori. Nascerà uno scambio di informazioni e opinioni alla base della relazione di fiducia tra blogger e lettore e otterrai ispirazione sui nuovi contenuti da creare direttamente dai tuoi fan.

Landing page per vendere? Piccoli utili suggerimenti nati dall’esperienza

Hai letto le guide dedicate al content marketing e all’inbound marketing e sei convinto di avere creato una landing page per vendere efficace, ma i risultati che leggi sul tuo pannello di Google Analytics non ti convincono del tutto e le conversioni sono ancora inferiori alle aspettative.

I motivi per cui i visitatori non stanno comprando sulla tua landing page possono essere molti, addirittura potresti aver sbagliato clamorosamente la tua offerta e il target a cui ti rivolgi. Eppure molto spesso bastano alcuni piccoli suggerimenti per sistemare le cose.

 

Chiarezza della call-to-action

Una pagina, una keyword ma soprattutto una call to action per non confondere il visitatore e aiutarlo a comprare, scaricare, iscriversi dalla tua landing page.  Sottolinea il valore del contenuto e dell’offerta proposta nella landing page e il minimo sforzo richiesto per ottenerla (un click o la compilazione di un form).

Infine alcune caratteristiche grafiche come la grandezza e il colore della call-to-action possono modificare sensibilmente i risultati ottenuti. Il mio consiglio? Utilizzare un colore completamente diverso da quelli riprodotti sulla tua landing page per attirare maggiormente l’attenzione.

 

Rassicura il potenziale cliente

Probabilmente qualcuno non sarà convinto della tua proposta ed esiterà a fornirti i suoi dati attraverso la compilazione del form. Il mio consiglio? Rassicurare che non verrà fatto spam e che i suoi dati sono in mani sicure e non verranno ceduti ad aziende terze. Poca cosa? No, quando si parla di raccolta di indirizzi email e numeri telefonici.

 

Ottimizzazione per il mobile

Una landing page efficace è oggi sempre di più una landing page ottimizzata per il mobile, specie se consideriamo che la maggior parte delle ricerche viene fatta via smartphone (circa il 50% del totale).

Quindi non solo il sito ma anche la landing vanno ottimizzati per il mobile per consentire all’utente la miglior esperienza di navigazione possibile e agevolare il riempimento dei form e i download dell’eventuale materiale gratuito messo a disposizione.

 

Naturalmente questi suggerimenti servono solo ad ottimizzare una landing page per far sì che vi sia quell’incremento delle conversioni tanto atteso, ma il processo di realizzazione di una landing page per vendere parte dalla definizione del nome dominio e della focus keyword che porterà i visitatori sulla pagina.

E tu che esperienza hai con le landing page? Quelle che hai realizzato potevano fare di più o hai sempre raggiunto gli obiettivi previsti?

Meno del 20% degli e-commerce riesce a vendere. Ecco alcuni consigli per avere successo

Hai aperto un e-commerce e dopo alcuni mesi non hai ancora venduto nulla? Le statistiche dimostrano come oggi solo meno del 20% degli e-commerce riesca a portare guadagni all’azienda, eccezione fatta per le multinazionali. In molti casi l’imprenditore ritiene che basti avere un buon sito web per vendere, ma purtroppo questo non è più sufficiente: servono strategia e buon senso.

Ecco dunque alcuni consigli utili per la realizzazione di un e-commerce che funziona e vende.

 

1. Pulizia e chiarezza

Bando a banner pubblicitari e box inutili, il cliente che sta acquistando non deve avere fonti di distrazione ma focalizzarsi solo sull’azione che sta compiendo: acquistare.

 

2. Ultimi prodotti visti

Quasi mai l’acquisto avviene alla prima visita sul sito web, ma generalmente alla seconda o addirittura alla terza. Inoltre la maggior parte delle visite avviene da smartphone. Cosa significa? La necessità di avere un sito mobile friendly e di mostrare all’utente gli ultimi prodotti che ha visto, sull’esempio di quanto fa Amazon. Il tutto in un ottica di personalizzazione del processo di vendita in base alle abitudine del cliente.

 

3. Completezza della scheda prodotto

Certamente acquistare online è veloce e comodo ma dove informarsi sui pro e contro, sui benefici di un prodotto? Naturalmente nella scheda prodotto che se incompleta porta il visitatore ad andare su altri siti per reperire le informazioni, abbandonando così il sito. E’ quindi essenziale creare schede prodotto intelligenti, magari con uno spazio riservato alle recensioni di chi ha già acquistato.

 

4. Qualità delle immagini

Acquistare online non permette di vedere e toccare con mano il prodotto e per questo la qualità delle immagini è ancora più importante che sul sito web aziendale o sul blog. Le statistiche dimostrano che le foto che più facilitano l’impatto emotivo siano quelle ambienta, non serve aggiungere altro.

 

Naturalmente ogni e-commerce dovrà basarsi su una strategia di marketing personalizzata e questi sono solo alcuni consigli dettati dall’esperienza e dal buon senso. Se quindi hai aperto il tuo e-commerce ma non vendi prova ad ottimizzarlo seguendo questi veloci suggerimenti e per ogni altro consiglio contattaci, studieremo assieme la strategia di marketing online e offline in grado di assicurarti il successo.