Creare un sito, perché conviene scegliere WordPress?

Creare un sito con WordPress, 6 ragioni per dire si

Sei un libero professionista o titolare di una piccola impresa e ti sei reso conto che hai bisogno di avere un sito internet?

In rete hai letto di tutto su CMS, siti in WordPress, temi personalizzabili per ogni tipo di esigenza o di plugin da installare per espandere le funzioni del sito?

Ti stai chiedendo perché scegliere WordPress nel momento in cui hai deciso sia giunto il tempo di crescere sul web?

Se hai risposto si anche ad una sola di queste domande allora continuare a leggere potrebbe non essere tempo sprecato!

In questo breve articolo ti elenco 6 motivazioni valide che ti faranno dimenticare il pensiero di un sito proprietario difficile da gestire, pieno di codice indecifrabile da persone non addette ai lavori e se non ottimizzato a dovere difficile da interpretare anche dai motori di ricerca.

 

Perché WordPress?

WordPress negli ultimi anni ha dato sempre di più un forte contributo alla possibilità di essere “presenti online” ed il suo essere facilmente gestibile ed aggiornabile in maniera dinamica ha rivoluzionato il modo di approcciarsi al web. Grazie a WordPress il semplice fare blogging ovvero gestire un blog, che sia esso un blog di informazione o un blog di rappresentanza o addirittura un blog dove raccontare e condividere i propri hobby e le proprie passioni, è diventato molto semplice e alla portata veramente di tutti.

L’evoluzione di WordPress da semplice blog a piattaforma su cui sviluppare siti internet completi e adatti a tutte le esigenze ha fatto si che chiunque può cimentarsi con l’arduo compito di mettere su un sito internet.

Attenzione però a credere che fare siti web sia un gioco da ragazzi, non è tutto rose e fiori quello che vi si prospetta davanti, se poi il sito web non è per scopo amatoriale bensì serve come nel tuo caso per pubblicizzare la tua professione o la tua azienda online allora quello che ti consiglio è di affidarti a dei professionisti che non si fermano alla semplice “installazione in 5 minuti di WordPress” e alla scelta del tema di turno, ma sanno come personalizzare e adattare il tutto per far rispecchiare nel sito internet la tua azienda.

Fatta questa piccola introduzione, che tu sia un professionista o un “casual blogger” quello che oggi voglio condividere con te sono i vantaggi di una piattaforma valida e solida come WordPress, tengo a precisare che in questo articolo mi riferisco alla versione open source che è completamente gratuita e va installata su un server o un servizio di web hosting che di solito si acquista contemporaneamente all’acquisto del dominio.

Ecco quindi le 6 ragioni che mi spingono a consigliarti di creare un sito con WordPress e a farlo subito!

1 Google e WordPress: amore a prima vista

Sicuramente avrai interpellato oltre a un web designer anche un esperto SEO che ti aiuterà nella fase di posizionamento del sito dopo la sua pubblicazione online. Ebbene sappi che WordPress è “scritto” (lato codice) per assicurarti un ottimo posizionamento sui motori di ricerca, cosa che lo fa apprezzare molto fra i CMS sia per gestire semplici blog che, con le sue caratteristiche e funzionalità avanzate, per la creazione di un sito web completo ed efficiente.

Non mi fraintendere non sto dicendo che non hai bisogno di un professionista della SEO o di attuare tecniche SEO al tuo sito per poterlo posizionare, ma che WordPress essendo una è piattaforma già ben ottimizzata dà la possibilità di partire con una struttura già pronta per dialogare con il motore di ricerca per eccellenza, Google appunto, che diventa ad ogni aggiornamento del suo algoritmo sempre più severo e schizzinoso verso quei siti che non hanno tutte “le carte in regola” se così possiamo dire, per essere posizionati in prima pagina.

2 SEO, SEO e ancora SEO

Come accennavo prima WordPress si distingue per il “codice pulito” che a livello della SEO è molto positivo e apprezzato, questo almeno all’inizio o quantomeno prima che l’utente inizi a fare modifiche e personalizzazioni rilevanti. Oltre ad avere una base di codice ottimizzata, grazie anche a dei plugin installabili separatamente si può fare un pò di “SEO di base” (se vuoi saperne di più ti potrebbero interessare anche questo articolo e questa infografica), attività che puoi fare tranquillamente se hai dimestichezza con il web design anche se non sei uno sviluppatore. Non sottovalutare questo consiglio, ideale sia per il libero professionista che per la piccola azienda, sopratutto se la tua attività è all’inizio e il tuo budget a disposizione da dedicare alla consulenza di un consulente SEO è limitato o non l’hai ancora messo in programma.

3 Facilità d’uso

L’ho già detto e lo ripeto WordPress è diventato la piattaforma CMS più usata perché facilmente gestibile ed aggiornabile in maniera dinamica, le aree di gestione sono realmente facili da usare, flessibili e intuitive adatte anche a chi non fa di mestiere il web designer.

Ma allora ti potresti domandare perché dovresti affidarti a dei professionisti per la realizzazione del tuo sito aziendale?

La risposta è che non diventa tanto semplice utilizzare WordPress se non hai dimestichezza con l’informatica o se non sai di cosa si sta parlando quando senti parole come metatag, keywords ecc., inoltre come ho già detto prima se sei un professionista e devi far crescere la tua attività non penso che tu abbia così tanto tempo da dedicare a capire come funziona una piattaforma come WordPress o come inserire una funzione piuttosto che una personalizzazione del tema.

Se poi vuoi che le cose siano fatte bene è sempre meglio affidarsi a chi lo fa di mestiere. Ti faccio un esempio preso dalla quotidianità, sicuramente sai come cambiare una presa di corrente in casa o come sostituire il tubo gocciolante del lavello e se non lo sai oggi basta andare su Google e trovi subito tutto, ma questo non significa che lo sai fare bene o che hai tutto il necessario per portare a termine il lavoro o che tu abbia il tempo necessario per farlo, soprattutto se devi lavorare per far crescere la tua azienda, è per questo che ti affidi all’elettricista o all’idraulico di turno, perché sai che ti farà un lavoro serio e professionale e nel minor tempo possibile.

Quando dico che WordPress rappresenta la soluzione adatta a te, imprenditore o libero professionista, che non sei tanto esperto di informatica ma vuoi gestire da solo il tuo sito web, intendo dire che per la gestione della piattaforma, l’aggiornamento dei plugin, l’inserimento di nuovi articoli piuttosto che l’aggiornamento delle immagini nella gallery non ci sia scelta più azzeccata per portare la tua azienda sul web.

Creare un sito con WordPress AITECH Grafica & Media

4 Temi WordPress davvero accattivanti

I temi WordPress con cui realizzerai il tuo sito web sono veramente accattivanti, ottimizzati per la SEO e aperti a personalizzazioni più o meno radicali. Su ThemeForest ne potrai trovare di ogni genere, il mio consiglio è di utilizzare il tema più flessibile alle tue esigenze tra quelli a disposizione sul marketplace. Per ogni tipo di progetto infatti c’è quello più adatto a coprire delle date specifiche, ad esempio ci sono quelli adatti ad avere un profilo più “professionale” oppure quelli adatti al settore gamer o quelli già strutturati e confezionati con i dovuti plugin per operare come e-commerce. La scelta è davvero vasta, la varietà di stili e il livello alto di personalizzazione permettono di avere un sito moderno, con una grafica fresca e di forte impatto verso i tuoi clienti. Non di secondo piano poi la possibilità di essere già predisposto, grazie alla funzione responsive, per essere fruibile su ogni genere di dispositivo mobile come tablet e smartphone, caratteristica di rilevante importanza visto che almeno il 50% del traffico oggi proviene da mobile.

5 Pagine personalizzabili e infinite

Il bello di WordPress, rispetto ad altri servizi simili o concorrenti, è che non hai limiti, il tuo sito può avere una pagina unica o un numero infinito di pagine e lo stesso vale per i post/articoli.

Perché ho detto “rispetto ad altri servizi simili o concorrenti” è presto detto, perché a differenza di altri programmi – conosciuti anche come web toolset – che richiedono costi aggiuntivi o sottoscrizioni di abbonamenti, con WordPress si ha la possibilità di avere innumerevoli strumenti a propria disposizione gratuitamente.

Un suggerimento extra che ti do è di approfittare della potenzialità di avere un sistema completo e che integra tutto il necessario per creare anche landing page personalizzate, mirate per la promozione dei tuoi prodotti e servizi.

6 WordPress e i Social Media: amore a prima vista

Come detto sopra per Google anche tra WordPress e i Social Media Networks è stato amore a prima vista e nel marketplace di WordPress si trovano tantissimi plugin per integrare il tuo sito con i social, basta sceglierne uno, installarlo e in pochi click si rende il sito web più social friendly che mai.

Potrai così rendere virali i tuoi contenuti aumentando il traffico e le conversioni sul tuo sito web, da subito!

 

Come vedi è davvero semplice creare un sito web accattivante e professionale utilizzando WordPress. Se quindi hai deciso che è giunto il momento di creare un sito con WordPress contattami e ti supporterò per definire e realizzare il sito web più adatto alle tue esigenze.

Spero di esserti stato d’aiuto con questo articolo, se la risposta è affermativa ti prego lascia un commento e/o condividilo con la tua rete, grazie.

Torna ancora a leggerci continueremo a scrivere articoli utili ad aiutare a promuovere le aziende sul web!

Posizionamento del sito web? Ecco le basi dei servizi SEO

Aiutare le aziende a muovere i primi passi sul web, è questo il nostro obiettivo.

Molti siti e blog offrono suggerimenti per il posizionamento del sito web, che sia esso personale o aziendale, sui motori di ricerca. In rete si vedono post, guide, video e molto altro e per questo oggi ho deciso di dare il mio contributo sul tema in modo da aiutarvi a generare traffico qualificato sul vostro sito. Il nostro obiettivo è quello di aiutare le aziende a muovere i primi passi in questo settore, che a prima vista può sembrare veramente complesso.

Ecco quindi di seguito alcuni suggerimenti da seguire una volta lanciato il proprio sito online per ottenere un buon posizionamento su Google ma anche sugli altri motori di ricerca.

Posizionamento del sito web: primi passi

Quello che consiglio è creare fin dall’inizio un account su Google Analytics (se già avete un account Gmail va bene anche quello) e inserire il codice di monitoraggio sul proprio sito web verificandone la proprietà. Se il vostro sito è realizzato con un CMS come ad esempio WordPress basta inserire il codice di monitoraggio nella sezione apposita delle impostazioni del tema che avete installato oppure inserirlo in un plugin, ce ne sono tanti disponibili, io di solito uso questo che è semplice e veloce da configurare ma sono sicuro che troverete online molte guide per collegare il vostro sito ad Analytics.

Il secondo passo è invece quello di abilitare Google Search Console, con lo stesso account utilizzato per Google Analytics, collegandolo al proprio sito e anche in questo caso verificandone la proprietà. Dopo la verifica troverete su questo tool numerosi strumenti SEO gratuiti per migliorare il vostro posizionamento online.

Per una corretta ottimizzazione sarà quindi necessario inviare a Google una sitemap del sito, ovvero un file “html” o meglio ancora se in formato “xml” con informazioni utili per il motore di ricerca. Non sapete come crearne una? Ecco un valido sito venire in vostro aiuto: xml-sitemaps.com.

Anche la favicon (l’icona che rappresenta il vostro brand) è un elemento importante che viene considerata dagli algoritmi di ricerca, in questa guida in inglese per WordPress, se state utilizzando questo CMS, troverete indicazioni per crearne una ma ci sono altri metodi e modalità sia per crearne una che per inserirla sul vostro sito che sia esso in WordPress o basato su altra piattaforma.

C’è chi la vede solo come un arredamento grafico e in molti siti non è nemmeno presente, ma si ritiene che la presenza della favicon influenzi la posizione di una pagina nei risultati di ricerca ed è per questo che noi la consigliamo.

aitech web agency

Ottimizzazione del sito: immagini, ortografia, link

Parliamo ora di immagini: per salire di posizioni il vostro sito dovrà contenere poche immagini, di piccole dimensioni e dal caricamento veloce per essere meglio indicizzato dai motori di ricerca. Uno dei fattori determinanti il bounce rate è infatti proprio la velocità di caricamento pertanto per un buon posizionamento del sito web lasciate perdere tutta la grafica non necessaria. Un buon strumento per ridimensionare le immagini è Webresizer oppure Optimizilla.

A questo punto è buona regola controllare gli errori di scrittura, il codice e i link del vostro sito in quanto i motori di ricerca ne tengono conto nel stabilire il posizionamento di un sito web, per farlo potete usare il già citato Google Search Console o strumenti SEO come SEOZoom, mentre consiglio di usare Link Checker per quanto riguarda la parte relativa ai link.

Siete dei perfezionisti e volete sapere se ci sono errori nel codice di scrittura? Un ottimo strumento è Validator.

Social Media e posizionamento sito, da non sottovalutare

Non dimenticate poi di utilizzare i social media network per usufruire attivamente dei vantaggi per il posizionamento legati all’utilizzo di Facebook, Twitter, Linkedin, Google+, Instagram ecc. utilissimi per creare conversioni e attrarre nuovi utenti. Se avete più di uno o due profili social esistono diversi strumenti online per gestire gratuitamente più profili social media da un’unica dashboard e il mio consiglio è quello di affidarsi a Buffer o Hootsuite o SocialPilot, tre valide web app di social media management.

La qualità prima di tutto

Concludiamo con quella che è la regola più importante: creare contenuti di qualità che permettano ai motori di ricerca di capire le pagine di un sito, l’argomento di cui trattano e il grado di aggiornamento creando anche in questo caso quel “Social Engagement” che permette al sito di essere visitato più frequentemente e quindi generare azioni in base alla call-to-action desiderata.

Oggi infatti fare SEO è molto più che ottimizzare codici e immagini per il web, si tratta di promuoversi online a 360° per migliorare la conoscenza dell’azienda, del prodotto o del servizio nella mente dei consumatori e raggiungere la prima pagina nei motori di ricerca.

 

Spero di esserti stato d’aiuto con questo articolo, se la risposta è affermativa ti prego lascia un commento e/o condividilo con la tua rete, grazie.

Torna ancora a leggerci continueremo a scrivere articoli utili ad aiutare a promuovere le aziende sul web!

I consigli del “content marketer” per scrivere un buon articolo – Parte 1

A meno che non si stia scrivendo un manuale tecnico o di istruzioni, la scrittura è un processo creativo. Quando gli scrittori sono a lavoro, la loro è un’esplosioni di energia, elaborano i paragrafi senza fermarsi a pensare alla forma.

Se ogni tre parole ci si ferma per controllare quello che si sta facendo, si sta perdendo tempo a scrivere un articolo quasi imbarazzante, ecco allora che una editing checklist ovvero una lista di controllo e revisione dei testi può essere d’aiuto.

 

L’editing, una pratica incompresa

Un errore comune è quello di pensare che l’editing di testi riguarda l’ortografia e la grammatica. Forse prima dell’avvento del “word processor” lo era, ma ora abbiamo Word, Pages, Grammarly, Google Docs e una vasta gamma di strumenti che aiutano a correggere gli errori più comuni in pochi secondi.

Quello che è importante oggi sono lo stile, il fact-checking e la leggibilità. Alcuni di questi elementi sono tecnici, e li si può ridurre a una formula, ma come ho imparato che tutto passa prima attraverso la pubblicazione, ho imparato che non si può “insegnare” lo stile.

In questo articolo, voglio condividere un processo di editing che ho sviluppato per gli articoli e spero che sia anche di aiuto.

Sarà diviso in tre parti e si tratteranno:

  • Il copy editing;
  • La SEO nell’editing;
  • L’ottimizzazione visiva.

 

Parte 1: il copy editing

Mi occuperò innanzitutto del copy editing essendo questa la parte più corposa dell’articolo.

Infatti prima di potersi concentrare sui dettagli più “raffinati” (la SEO e le immagini), è meglio assicurarsi che il contenuto del nostro articolo sia corretto, pertanto iniziamo da questo.

 

Analizzare la struttura dell’articolo

È noto sin dai tempi della scuola, un articolo deve avere una introduzione, in modo da ottenere l’attenzione del lettore e trasmettergli il senso di ciò che si sta per dire.

Poi, per il corpo dell’articolo, si dovrebbero sviluppare una serie di punti sull’argomento trattato, tutto naturalmente all’altezza delle promesse del titolo e dell’introduzione.

Per completare il tutto, è necessario una conclusione in grado di riassumere i punti, indurre il lettore all’azione e lasciarlo con qualcosa su cui riflettere.

Infine, durante la rilettura dell’articolo, fare attenzione se l’articolo segue una sequenza logica dall’inizio alla fine.

 

Controllare l’ortografia

Come dicevo, l’editing non è solo ortografia e grammatica, ma è parte di essa. Una revisione con uno strumento apposito come quello che ha Word ad esempio è il minimo indispensabile, e troverà gli errori più evidenti agli occhi del lettore. Occorre sempre verificare di aver corretto tutte le parole e le frasi contrassegnate come errore. Ricordo che questi strumenti sono utili ma non perfetti, in ogni caso uno dei migliori strumenti sul web per la verifica è Grammarly.

Sarò ripetitivo ma voglio sottolineare ancora una volta che uno strumento per il controllo ortografico sarà pur fondamentale per scovare errori, virgole di troppo, parole confuse e tutti gli errori di ortografia, ma non potrà mai aggiungere quel tocco in più che è lo stile”.

Dopo aver letto l’articolo e aver fatto tutti i controlli del caso, è il momento di passare al livello successivo, il fact-checking.

 

Attenzione alle incongruenze

Gli strumenti di controllo ortografico non possono correggere tutto, ad esempio alcuni termini come ebook / e-book / eBook sono una questione di gusto.

Uno strumento di controllo ortografico potrebbe ometterli, quindi bisogna fare attenzione e non affidarsi soltanto ai programmi ma usare anche il nostro intelletto.

 

L’articolo è attendibile? Il fact-checking

Sicuramente questo passaggio è molto più importante per gli articoli e le notizie piuttosto che per i post di blog personali, ma essere sicuri di sostenere il vero è sempre cosa buona. Un buon metodo è quello di chiedersi “come fai a sapere questo?” per ogni dichiarazione che si legge.

Controllare sempre tutti i numeri, i fatti e le citazioni che hanno una fonte, con Google ad esempio si può fare una ricerca per trovare una citazione per le dichiarazioni prive di fondamento, si possono cercare ad esempio le parole chiave per trovare una fonte che rimandi all’affermazione.

 

Rimuovere le parole di troppo

Ci sono, vi è, tuttavia, indipendentemente, forse, eventualmente, piuttosto, un pò, bene.

Le parole di troppo fanno trasparire un senso di nervosismo per quello che stiamo scrivendo, e gli avverbi spesso non aggiungono nulla alla frase.

Ecco un elenco di 297 parole e frasi inutili che offuscano il vostro articolo.

Non dico di controllare quello che si sta scrivendo per ognuna delle 297 parole, ma dargli un’occhiata durante la stesura può essere d’aiuto per sapere di quale parola si può fare a meno.

 

Convertire dal passivo all’attivo

La sintassi al passivo non è sempre chiara, può confondere i fatti di cui si sta parlando.

Un metodo per riconoscere frasi passive è quello di cercare queste cose:

  • Una forma del verbo “essere”;
  • un participio passato;
  • opzionalmente la parola “con” seguita da un sostantivo.

Alcuni esempi:

  • Passivo: La finestra era rotta.
  • Attivo: Ben ha rotto la finestra.
  • Passivo: La partita di hockey su ghiaccio è stata ospitata dalla Russia quest’anno.
  • Attivo: La Russia ha ospitato la partita di hockey su ghiaccio di quest’anno.

Il mio consiglio è quello di cercare e sostituire sempre le frasi passive.

 

Fare a meno delle banalità e dei luoghi comuni

Cosa voglio dire? Faccio un paio di esempi per rendere più chiara l’idea,

  • evitare come la peste;
  • prendere il toro per le corna;
  • su un rullo;
  • sveglia!;
  • tirare pugni.

Quando si legge una banalità nota anche come cliché, il cervello la omette e non recepisce il significato perché ha visto quella frase tante volte.

“E noi non vogliamo di certo che i nostri lettori perdano il filo del nostro discorso, vero?”

 

Eliminare verbi e aggettivi inefficaci

Una parola forte è in grado di sostituire tre parole deboli con facilità. Invece di riempirsi di avverbi, aggettivi ecc. si possono usare delle parole forti per trasmettere significato.

Ad esempio:

  • Andate a vedere il mondo -> Viaggiare per il mondo
  • Non molto buona -> Pessimo
  • Un po’ di sofferenza -> Straziante
  • Molto interessante -> Affascinante

 

Non eccedere con le virgole, ma essere armonici

Dal momento che stiamo scrivendo per essere letti, e non per superare un esame in lingue straniere, è importante utilizzare le virgole per agevolare la lettura e l’armonia del testo.

L’obiettivo di uno scrittore è quello di trasformare i propri pensieri in parole, quindi nel caso non si è certi se ciò che si sta scrivendo è comprensibile, la domanda da porsi è “sarà di aiuto al lettore per capire la mia opinione?”.

 

Scrivi come parli

Scrivere utilizzando il linguaggio di tutti i giorni senza preoccuparsi troppo di utilizzare sinonimi dal suono intellettuale, non si diventa di certo famosi alienandosi dal pubblico. Il mio consiglio è “scrivi come parli”.

 

Tralasciare l’articolo per qualche giorno

La scrittura è un processo drenante e dopo lo sviluppo dell’articolo si potrebbe non avere l’energia e la concentrazione per modificarlo.

Può capitare anche di essere troppo “inquinati” dal testo per essere obiettivi, il mio consiglio è di far passare del tempo, ad esempio uno o due giorni, sarà l’ideale per l’ottima riuscita del lavoro.

Quando si rileggerà l’articolo, si troveranno sicuramente parti di esso che non vanno bene, e saranno evidenti le modifiche di cui ha bisogno.

 

Si conclude la prima di tre parti della checklist di revisione definitiva per il “content marketers”, appuntamento alla seconda parte!

Stai pensando di aprire un blog aziendale? 5 consigli gratuiti per te

Oggi la maggior parte delle persone e delle aziende ha un blog, gratuito o a pagamento, su cui condivide passioni personali, traguardi professionali, esperienze in un determinato settore oppure che utilizza attivamente per promuovere i prodotti e servizi che offre.

Molti scelgono di aprire un blog per monetizzare con la propria attività: se anche tu fai parte di queste persone oggi voglio offrirti 5 consigli gratuiti per ottenere il massimo sul web.

 

1. Scegli una nicchia precisa a cui rivolgerti

Ti assicuro che per quanto banale questo è l’errore più frequente del blogger alle prime armi che preso dall’entusiasmo si dimentica di individuare persone che condividono interessi e bisogni simili a cui rivolgersi.

 

2. Non copiare

Proprio come a scuola nei famigerati compiti in classe. In primo luogo perché rischi di essere penalizzato da Google. Prendi pure ispirazione dei tuoi modelli, ma rielabora i contenuti e arricchiscili con la tua personale opinione: la visibilità online è assicurata!

 

3. Mettiti nei panni dei lettori

Anche se scrivi spinto da passione ed entusiasmo, ricordati di metterti nei panni dei tuoi lettori offrendo un contenuto che risponda realmente alle loro esigenze e bisogni. Ricordati anche di non utilizzare un linguaggio troppo tecnico e da addetti al settore perché rischi di diventare incomprensibile!

 

4. Non aprire un blog gratuito

Anche se pensi che WordPress.com con la sua offerta di spazio e dominio gratuito è allettante, il mio consiglio è di non prenderla in considerazione se il tuo obiettivo è di fare dell’attività di blogger una professione in grado di assicurarti una rendita. L’investimento per uno spazio sul web che amministrerai direttamente è pari a circa 50 euro l’anno (una spesa davvero modesta in confronto con i risultati che puoi ottenere dal web).

 

5. Content is the king… ma non basta

Naturalmente devi essere accattivante e leggibile ma anche la formattazione del testo gioca la sua parte. Utilizza le citazioni per sottolineare i passaggi chiave, usa molto l’elenco puntato e dividi il testo in passaggi accompagnandoli ciascuno con una bella foto inerente all’articolo. Sicuramente otterrai che il lettore non si fermerà dopo le prime righe ma leggerà l’intero pezzo da te pubblicato.

 

E poi? Via di social con una pagina Facebook, Twitter, LinkedIn dedicata al tuo blog sulla quale ripubblicare i link agli articoli e da integrare con le notizie del tuo settore per dar vita a una community di lettori. Nascerà uno scambio di informazioni e opinioni alla base della relazione di fiducia tra blogger e lettore e otterrai ispirazione sui nuovi contenuti da creare direttamente dai tuoi fan.

Landing page per vendere? Piccoli utili suggerimenti nati dall’esperienza

Hai letto le guide dedicate al content marketing e all’inbound marketing e sei convinto di avere creato una landing page per vendere efficace, ma i risultati che leggi sul tuo pannello di Google Analytics non ti convincono del tutto e le conversioni sono ancora inferiori alle aspettative.

I motivi per cui i visitatori non stanno comprando sulla tua landing page possono essere molti, addirittura potresti aver sbagliato clamorosamente la tua offerta e il target a cui ti rivolgi. Eppure molto spesso bastano alcuni piccoli suggerimenti per sistemare le cose.

 

Chiarezza della call-to-action

Una pagina, una keyword ma soprattutto una call to action per non confondere il visitatore e aiutarlo a comprare, scaricare, iscriversi dalla tua landing page.  Sottolinea il valore del contenuto e dell’offerta proposta nella landing page e il minimo sforzo richiesto per ottenerla (un click o la compilazione di un form).

Infine alcune caratteristiche grafiche come la grandezza e il colore della call-to-action possono modificare sensibilmente i risultati ottenuti. Il mio consiglio? Utilizzare un colore completamente diverso da quelli riprodotti sulla tua landing page per attirare maggiormente l’attenzione.

 

Rassicura il potenziale cliente

Probabilmente qualcuno non sarà convinto della tua proposta ed esiterà a fornirti i suoi dati attraverso la compilazione del form. Il mio consiglio? Rassicurare che non verrà fatto spam e che i suoi dati sono in mani sicure e non verranno ceduti ad aziende terze. Poca cosa? No, quando si parla di raccolta di indirizzi email e numeri telefonici.

 

Ottimizzazione per il mobile

Una landing page efficace è oggi sempre di più una landing page ottimizzata per il mobile, specie se consideriamo che la maggior parte delle ricerche viene fatta via smartphone (circa il 50% del totale).

Quindi non solo il sito ma anche la landing vanno ottimizzati per il mobile per consentire all’utente la miglior esperienza di navigazione possibile e agevolare il riempimento dei form e i download dell’eventuale materiale gratuito messo a disposizione.

 

Naturalmente questi suggerimenti servono solo ad ottimizzare una landing page per far sì che vi sia quell’incremento delle conversioni tanto atteso, ma il processo di realizzazione di una landing page per vendere parte dalla definizione del nome dominio e della focus keyword che porterà i visitatori sulla pagina.

E tu che esperienza hai con le landing page? Quelle che hai realizzato potevano fare di più o hai sempre raggiunto gli obiettivi previsti?

Hai un sito web aziendale? Anche se sei una PMI non puoi fare a meno della SEO

Ti hanno nominato questo termine non appena il tuo nuovo sito web aziendale è stato pubblicato online, ma cos’è realmente e qual’è l’importanza della SEO per il sito web aziendale?

La SEO (Search Engine Optimization) comprende tutte quelle attività volte a ottenere e migliorare rilevazione, analisi e utenti del sito web da parte dei motori di ricerca attraverso i loro spider al fine di mantenere un elevato posizionamento nelle pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti sul web (fonte Wikipedia).

Più il tuo sito web è ottimizzato, meglio apparirai nei risultati su Google e più facile sarà per i tuoi potenziali clienti trovarti e contattarti. Studiare la SEO è un lavoro lungo, difficoltoso ma soprattutto richiede un costante aggiornamento per cui, se in azienda non hai un esperto della materia a tua disposizione, il consiglio è evitare il fai da te e rivolgerti ad un’agenzia di comunicazione web specializzata.

Ma cosa ti permette di ottenere una valida strategia SEO nel tempo? Innanzitutto incrementare le visite al tuo sito web o e-commerce, raggiungere nuovi potenziali clienti ottimizzando le pagine per le keyword più cercate, far crescere il fatturato attraverso un incremento delle vendite effettuate grazie alla promozione online

Investire del tempo e del denaro nello studio di una valida strategia SEO ti permetterà di rafforzare la conoscenza della tua azienda e dei prodotti e servizi che offri e quindi vendere di più. Ma la SEO da sola non basta: è necessario integrarla con una precisa strategia di content marketing e social media marketing per poter ottenere risultati concreti nel breve-medio periodo. Anche se sei una PMI e ti trovi a competere con le grandi aziende.

seo AITECH Grafica & Media

La fase strategica dello sviluppo di una strategia SEO: la scelta delle keywords

Ogni attività SEO è priva di senso se prima – e andrebbe fatto già in fase di realizzazione del sito web prima di pensare a grafica e design – non si analizza per quali keywords posizionarsi in confronto ai competitor.

Il mio consiglio, specie se si è una PMI, è scegliere parole non troppo generiche ma applicare la tecnica della long tail keyword (o tecnica della coda lunga) secondo cui i prodotti di nicchia hanno maggiore successo in termini di visibilità e posizionamento. Un esempio: se vi occupate di turismo e il vostro sito ha pochi mesi di vita vi sarà difficile posizionarvi per “turismo Milano” e più facile per “bed & breakfast zona Cadorna Milano”.

Non solo keywords: per fare SEO sono utili Digital PR e Guest Blogging

Utili a fini della SEO sono anche il numero e la qualità dei link esterni che portano al vostro sito, per cui non crediate che sia un lavoro solo da programmatori: la buona attività SEO, soprattutto all’inizio, richiede molte Digital Public Relation e Guest Blogging.

Insomma si tratta di un lavoro che coinvolge a 360° esperti di programmazione, marketing, comunicazione e pubbliche relazioni e solo l’integrazione delle competenze porterà a quell’aumento di clienti e fatturato tanto desiderato.

La risposta alla domanda che tutti si fanno: come aumentare le visite del blog?

Ti rispondo subito: i modi per aumentare le visite del blog sono tantissimi ma non tutti danno risultati immediati, anzi per scalare le posizioni di Google ci vuole tanto tempo e fatica. Un lavoro che però, se fatto bene, porta a risultati importanti in termini di visibilità e incremento delle vendite.

Ricorda però che non basta fare “comment marketing”, non basta essere online né produrre contenuti di qualità: queste sono solo le basi del blogger di successo a cui devi aggiungere le attività che vedrai tra poco.

 

Usa i social: sono l’amplificatore della tua comunicazione

Ora che hai aperto il blog, devi selezionare con cura i social più adatti al tuo target su cui condividere i contenuti che pubblicherai online. Ricorda però che i social media non sono un feed Rss e devi entrare in contatto con le persone, non solo ripubblicare i contenuti del tuo blog (errore che fanno ancora in molti!). Condividi i post del tuo settore, offri risorse utili e diventa un punto di riferimento per il tuo target: più interagisci e condividi e più sarai condiviso!

Non dimenticare poi di inserire i bottoni social a vista all’inizio dell’articolo e usa pulsanti con il counter per farti forza con la teoria della riprova sociale: più persone condivideranno il tuo contenuto, più altri saranno disposti a farlo.

 

Promuovi senza paura anche i vecchi articoli

Dando per naturale che produrrai ogni giorno o ogni settimana un contenuto fresco e originale, non aver paura di sfruttare i social media per pubblicizzare vecchi post riadattati e modificati. Avvisa il lettore che il contenuto è datato…ma sicuramente raggiungerai qualcuno che non l’ha ancora letto!

 

Fai “comment marketing”

Il vero blogger è dovunque, lascia commenti nei forum e nelle community ed è sempre attivo per farsi conoscere. Scrivendo commenti simili a guest post, rivolgendo la propria attenzione a blog simili al tuo e utilizzando i link giusti hai tutte le carte in regola per ampliare la tua visibilità.

 

Scegli le keywords giuste

Naturalmente il tuo obiettivo è farti trovare sui motori di ricerca, da Google ma non solo. Allora nello scrivere il tuo prossimo articolo fai attenzione ad inserire le keyword giuste nel tag title, nel tag alt delle immagini e nel testo. Se non sai quali sono le parole chiavi migliori usa tool gratuiti come AdWord e Ubersuggest.

 

Pubblica una guida

L’ultimo consiglio per aumentare le visite sul tuo blog è quello di pubblicare una guida offrendo ai tuoi lettori la soluzione per risolvere un problema. Una guida è lo strumento che più viene linkato e condiviso online, oltre che suggerito tramite il passaparola.

Un articolo che risponde a un concreto bisogno del lettore diventa una fonte inesauribile di traffico.

 

Seguendo questi consigli sono sicuro che il tuo blog raggiungerà in poco tempo la visibilità che merita e tu potrai contare su nuovi clienti a cui proporre i tuoi prodotti e servizi. Se invece ritieni di aver bisogno di un aiuto nella stesura dei post, nello sviluppo del piano editoriale e nella creazione di materiali creativi contattaci.

Siamo qui per aiutarti!