Lead generation? La Pagina Facebook aziendale è fondamentale

Se la tua azienda punta al web per la propria promozione sicuramente i social media network sono strumenti a cui si deve affidare per far conoscere e condividere i propri prodotti o servizi. Oggi in rete trovi tante piattaforme social e Facebook è uno dei più popolari nonché usati.

Ti sarà capitato di sentir dire la classica frase “se fai promozione online non puoi non essere su Facebook!”, ma a che serve esserci se poi la Pagina aziendale non porta i risultati sperati?

Devi sapere che Facebook è uno strumento potentissimo per fare lead generation ma deve essere usato in maniera appropriata, e la prima cosa da fare è quella di aumentare i followers della Pagina aziendale.

Ma come fare? Continua a leggere, ti spiegherò alcune semplici tecniche che ti aiuteranno a coinvolgere molti più Fan.

 

“Se non usi le call-to-action stai perdendo delle opportunità di business”

 

Sapevi che nonostante sei molto attivo su Facebook e aggiorni regolarmente la Pagina aziendale, se non usi delle “call-to-action” stai perdendo delle opportunità di business? Una call-to-action incentiva la risposta degli utenti ai tuoi contenuti e la puoi usare come un aggiornamento del tuo stato, più gli utenti interagiscono con la tua Pagina aziendale e più ne beneficerai in visibilità, traffico e opportunità di marketing.

Molti mi chiedono come aumentare i follower, altri come indurre gli utenti all’azione, sembrano due cose differenti ma sono due facce della stessa medaglia ed entrambe la conseguenza dell’altra, ecco perché questi 5 consigli (scarica anche l’infografica) ti potranno aiutare sia ad aumentare i Fan della tua Pagina aziendale che a invogliare gli utenti di Facebook ad interagire con i contenuti che condividi.

 

1. Pubblica contenuti per i tuoi Fan

Vuoi mostrare il tuo business ai tuoi fan, ma non sai come fare? La maggior parte degli amministratori di Pagine Facebook aziendali sono convinti che pubblicare gli stessi aggiornamenti continuamente sia la soluzione migliore. Ma a lungo andare, questa tecnica non stimola più i fan e non sfrutta le potenzialità di EdgeRank.

EdgeRank è un algoritmo di Facebook usato per determinare l‘importanza degli aggiornamenti che vengono pubblicati. Più commenti un aggiornamento riceve, maggiore sarà il punteggio calcolato da EdgeRank e di conseguenza più in alto sarà piazzato l’aggiornamento nella sezione notizie di Facebook la “news feed” ovvero la pagina principale dove compaiono gli aggiornamenti degli amici, dei gruppi, delle pagine seguite ecc. Inoltre Facebook mostrerà l‘aggiornamento pubblicato a molta più gente, questo significa che ricevere dei commenti ai contenuti che pubblichi dovrebbe essere l’obiettivo principale da raggiungere.

Per ricevere commenti, adatta il contenuto di ciò che pubblichi in modo che i tuoi follower siano spronati a rilasciare opinioni. I commenti faranno salire in cima alla pagina notizie di Facebook dei tuoi fan i messaggi che pubblichi, dando possibilità ad un numero maggiore di utenti di interagire con essi.

 

consigli per aumentare fan pagina facebook aziendale

Scarica l’infografica “5 consigli per aumentare i Fan di Facebook” dalla pagina Guide & Consigli

 

2. Pubblica contenuti rilevanti

Se hai provato a stimolare i tuoi fan ma non ricevi risposte di ritorno, allora forse è il momento di fare un passo indietro e di valutare quello che pubblichi. Stai pubblicando di più contenuti che riguardano la tua azienda o che riguardano la tua community e i tuoi hobby? Gli utenti di Facebook, in base a delle statistiche, vogliono e interagiscono volentieri con contenuti rilevanti per loro.

Se un’azienda di cucine pubblica solo pubblicità e null’altro, ad esempio solo informazioni sulla resistenza dei materiali o sulla vasta personalizzazione offerta, non potrà sicuramente ottenere le interazioni che vorrebbe. Devi dare a chi ti segue una ragione ad interagire, creando contenuti che parlino di argomenti a loro cari.

 

3. Condividi e otterrai traffico

Troppo spesso, gli amministratori di Pagine Facebook, creano fantastiche pagine, complete e piene di informazioni, ma si dimenticano di includere una “call-to-action”. Non soltanto i contenuti che pubblichi sono importanti ma anche tutto il resto nella tua pagina è importante, ed è necessario che questi contenuti si diffondano dentro Facebook. Ecco perchè appunto tutto ciò che pubblichi deve essere condivisibile, e per farlo puoi includere un pulsante di condivisione che induca i tuoi followers a ricondividerlo nella loro bacheca o in una pagina o in un gruppo.

Se ad esempio regali del materiale multimediale come ebook oppure fotografie professionali oppure video ecc., puoi inserire un pulsante di condivisione, una “call-to-action” appunto, per poter scaricare il contenuto così che i follower della pagina possono condividere l’azione fatta nella loro rete e in questo modo far sapere ai loro amici che hanno scaricato qualcosa dalla tua pagina aziendale.

Una persona che inizia a seguire la pagina aziendale o che scarica un contenuto è un ottimo risultato raggiunto, ma se quella persona oltre a fare questo condivide con tutta la sua rete di amici l’azione che ha fatto, si avrà la possibilità di avere molto più traffico e potenzialmente molte più possibilità di fare affari.

Ricorda, qualsiasi siano i contenuti che pubblichi, se non verranno condivisi, non porteranno beneficio alla tua pagina come dovrebbero.

 

4. “Iscriviti ora!” Stimola i tuoi Fan

Le sezioni, conosciute anche come tab, della tua Pagina Facebook aziendale sono ideali per poter inserire un modulo newsletter oppure un modulo di registrazione. Se il numero di sottoscrizioni non è quello sperato allora occorre incentivarlo.

Ricorda ai tuoi fan quali sono i benefici che possono avere e ricevere iscrivendosi, come ad esempio la possibilità di ricevere delle guide o dei cataloghi oppure di usufruire di coupon per beneficiare di sconti e tanto altro. Questo metodo è ottimo per far aumentare la lista dei tuoi followers oltre che a stimolarli alla conoscenza dei prodotti e dei servizi proposti.

lead generation su pagina facebook aziendale

5. Riservato ai Fan, semplice ma efficace

Vuoi far salire il numero dei tuoi fan ma allo stesso tempo incrementare l’acquisizione di clienti?

Crea un pannello (tab) personalizzato sulla tua Pagina Facebook aziendale con un contest o un’offerta riservati solo per chi già segue la pagina. Notifica a tutti i non-fan che visitano la tua pagina un messaggio, ad esempio la possibilità di un prezzo speciale o di uno sconto, ma informali che per poterne approfittare devono prima mettere “mi piace” sulla pagina e iniziarla a seguire. Una volta fatto questo, mostragli un modulo di registrazione, questo ti potrà essere utile per poter acquisire i dati e targettizzare l’utente, ad esempio richiedendo l’indirizzo email o il numero di telefono.

Se stai regalando contenuti di qualità, sicuramente otterrai nuovi fan che metteranno “mi piace” sulla pagina e nuovi dati e informazioni sugli utenti.

E’ importante ricordare che il contest è sulla pagina principale e non nasconde tutto il resto, pertanto puoi riservare le offerte, le promozioni e quant’altro si vuole offrire soltanto a chi diventa fan della pagina, ma non puoi nascondere le informazioni, i contenuti pubblicati ecc. a chiunque visita la pagina che siano essi fan o semplici navigatori.

E non dimenticare mai che più contenuti metti sotto restrizioni e più aumenterà il tasso di abbandono della pagina.

 

Questi 5 consigli ti aiuteranno sicuramente ad aumentare il traffico della tua Pagina Facebook aziendale, ma non dimenticare che se vuoi ottenere risultati e aumentare il business della tua azienda devi mettere al primo posto gli utenti.

Poniti delle domande, ad esempio – Perché dovrebbe piacere il mio brand? Cosa abbiamo in comune? Cosa posso condividere? – Ti aiuteranno ad iniziare la tua lead generation su Facebook e ad avvicinarti ad un pubblico sempre più ampio.

7 motivi per cui la tua azienda dovrebbe essere presente sui social

I social, una vera opportunità di business!

L’interesse delle aziende per i social cresce di mese in mese e si stanno rivelando vincenti sia le campagne di pubblicizzazione dei prodotti che le attività di brand building e customer service.

Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn sono i più usati dalle aziende.

Secondo gli analisti, gli utenti desiderano risposte dirette dalle aziende, ecco perché il 46% delle aziende presenti sui social network usa anche gli strumenti di messaggistica social come Messenger di Facebook, WhatsApp, Skype e Telegram per poter dialogare con i clienti (attuali e potenziali).

 

“Per avere successo bisogna andare dove c’è il cliente”

 

È proprio quello che da alcuni anni stanno facendo le aziende, spostandosi sempre più sul versante “virtuale”, offrendo sia un nuovo tipo di comunicazione che nuovi servizi online.

Gli strumenti più utilizzati dalle aziende sui social media sono: immagini, foto e video, contenuti testuali, newsletter e documenti.

I social servono per generare un contatto diretto con i clienti ed attrarre i potenziali consumatori avvicinandoli ad un’idea nuova di business: più vicina ai giovani e al loro modo di pensare.

Il linguaggio delle aziende è cambiato: non più istituzionale ed austero, ma volto all’inclusione e al coinvolgimento emozionale, i giovani si conquistano se li si fa sentire “parte di un gruppo”.

 

I social sono cruciali per le aziende: ecco i 7 motivi

I Social Media sono ormai un elemento indispensabile del marketing mix, perché consentono di:

 

1. Creare Connessioni

I social facilitano la comunicazione bidirezionale, ciò consente alle aziende di interagire, non semplicemente parlare. I clienti rispondono, chiedono, si relazionano direttamente, offrendo idee e riflessioni.

L’interazione è un ottimo strumento per rafforzare la fedeltà alla marca e la soddisfazione del cliente.

 

2. Promuovere prodotti e servizi

Grazie ad un nuovo approccio, più amichevole e diretto (immagini e video), i social media offrono nuovi canali per promuovere prodotti e soluzioni (attraverso campagne creative ad hoc), studiate appositamente per ogni social: LinkedIn, YouTube, Facebook ecc.

 

3. Facile condivisione

I social sono il mezzo più potente che consente di allargare a macchia d’olio la comunicazione (se fatta bene). La condivisione è vincente perché: facile da realizzare e proviene da amici/conoscenti.

Un messaggio può essere letto o visto da milioni di persone in pochi giorni, e può servire anche semplicemente per aumentare la fiducia dei consumatori.

 

4. Targeting

Social come Facebook, LinkedIn, Twitter consentono di raggiungere target precisi di clientela.

Il social targeting consente agli utenti di distribuire messaggi e comunicazione agli individui in base a criteri molto precisi, tra cui la posizione geografica, età, sesso, carriera, istruzione e interessi. Inoltre, grazie ai profili social dei clienti si riescono a conoscere informazioni molto specifiche: interessi, composizione della famiglia, luoghi vacanze, idee e progetti, desideri, ecc.

 

5. Controllo real-time e totale flessibilità

I social media permettono il controllo in tempo reale, e massima flessibilità nel modificare campagne, articoli, progetti.

Sul web si creano contenuti ed approfondimenti in poche ore, si possono anche sviluppare diverse forme comunicative, l’una diversa dall’altra in base alle tipologie di cliente con cui parliamo. Tutto questo è modificabile in qualsiasi momento, in tempo reale.

 

6. Social Customer Care

E’ possibile ascoltare attivamente le conversazioni online, ciò consente di comprendere eventuali problematiche, rispondere alle richieste, annotare idee e proposte.

Il controllo della conversazione è determinante per contribuire positivamente alla buona reputazione del brand, per ricucire i rapporti con clienti scontenti, per fidelizzare clienti.

Il servizio di social customer care è tra i servizi ritenuti più importanti dai consumatori.

 

7. Misurabilità, ROI

I social a differenza di quello che si possa pensare, sono tra i canali marketing più misurabili di tutti. Il web offre sempre dei dati di ritorno: attraverso gli Analytics di Google, di Facebook, di Twitter o anche grazie a piattaforme più complesse (a pagamento). 

Si possono impostare  ed ottenere importanti KPI (visite sito web, impressions, engagement, commenti, accesso ad aree specifiche di servizi online, ecc.) che diventano ancora più decisivi se incrociati con dati provenienti dal CRM o dal gestionale aziendale.

 

Grazie al web si può comprendere il valore preciso degli sforzi fatti.

La misurabilità è forse l’elemento più decisivo che ha portato le aziende a servirsi e credere sul web e sui social. Avere dei KPI come termometro di cosa stiamo facendo serve sia per monitorare efficacemente l’operatività su web e social, ma soprattutto per comprendere il raggiungimento di obiettivi definiti ed eventualmente fare degli aggiustamenti (tuning) in corso.

I consigli del “content marketer” per scrivere un buon articolo – Parte 1

A meno che non si stia scrivendo un manuale tecnico o di istruzioni, la scrittura è un processo creativo. Quando gli scrittori sono a lavoro, la loro è un’esplosioni di energia, elaborano i paragrafi senza fermarsi a pensare alla forma.

Se ogni tre parole ci si ferma per controllare quello che si sta facendo, si sta perdendo tempo a scrivere un articolo quasi imbarazzante, ecco allora che una editing checklist ovvero una lista di controllo e revisione dei testi può essere d’aiuto.

 

L’editing, una pratica incompresa

Un errore comune è quello di pensare che l’editing di testi riguarda l’ortografia e la grammatica. Forse prima dell’avvento del “word processor” lo era, ma ora abbiamo Word, Pages, Grammarly, Google Docs e una vasta gamma di strumenti che aiutano a correggere gli errori più comuni in pochi secondi.

Quello che è importante oggi sono lo stile, il fact-checking e la leggibilità. Alcuni di questi elementi sono tecnici, e li si può ridurre a una formula, ma come ho imparato che tutto passa prima attraverso la pubblicazione, ho imparato che non si può “insegnare” lo stile.

In questo articolo, voglio condividere un processo di editing che ho sviluppato per gli articoli e spero che sia anche di aiuto.

Sarà diviso in tre parti e si tratteranno:

  • Il copy editing;
  • La SEO nell’editing;
  • L’ottimizzazione visiva.

 

Parte 1: il copy editing

Mi occuperò innanzitutto del copy editing essendo questa la parte più corposa dell’articolo.

Infatti prima di potersi concentrare sui dettagli più “raffinati” (la SEO e le immagini), è meglio assicurarsi che il contenuto del nostro articolo sia corretto, pertanto iniziamo da questo.

 

Analizzare la struttura dell’articolo

È noto sin dai tempi della scuola, un articolo deve avere una introduzione, in modo da ottenere l’attenzione del lettore e trasmettergli il senso di ciò che si sta per dire.

Poi, per il corpo dell’articolo, si dovrebbero sviluppare una serie di punti sull’argomento trattato, tutto naturalmente all’altezza delle promesse del titolo e dell’introduzione.

Per completare il tutto, è necessario una conclusione in grado di riassumere i punti, indurre il lettore all’azione e lasciarlo con qualcosa su cui riflettere.

Infine, durante la rilettura dell’articolo, fare attenzione se l’articolo segue una sequenza logica dall’inizio alla fine.

 

Controllare l’ortografia

Come dicevo, l’editing non è solo ortografia e grammatica, ma è parte di essa. Una revisione con uno strumento apposito come quello che ha Word ad esempio è il minimo indispensabile, e troverà gli errori più evidenti agli occhi del lettore. Occorre sempre verificare di aver corretto tutte le parole e le frasi contrassegnate come errore. Ricordo che questi strumenti sono utili ma non perfetti, in ogni caso uno dei migliori strumenti sul web per la verifica è Grammarly.

Sarò ripetitivo ma voglio sottolineare ancora una volta che uno strumento per il controllo ortografico sarà pur fondamentale per scovare errori, virgole di troppo, parole confuse e tutti gli errori di ortografia, ma non potrà mai aggiungere quel tocco in più che è lo stile”.

Dopo aver letto l’articolo e aver fatto tutti i controlli del caso, è il momento di passare al livello successivo, il fact-checking.

 

Attenzione alle incongruenze

Gli strumenti di controllo ortografico non possono correggere tutto, ad esempio alcuni termini come ebook / e-book / eBook sono una questione di gusto.

Uno strumento di controllo ortografico potrebbe ometterli, quindi bisogna fare attenzione e non affidarsi soltanto ai programmi ma usare anche il nostro intelletto.

 

L’articolo è attendibile? Il fact-checking

Sicuramente questo passaggio è molto più importante per gli articoli e le notizie piuttosto che per i post di blog personali, ma essere sicuri di sostenere il vero è sempre cosa buona. Un buon metodo è quello di chiedersi “come fai a sapere questo?” per ogni dichiarazione che si legge.

Controllare sempre tutti i numeri, i fatti e le citazioni che hanno una fonte, con Google ad esempio si può fare una ricerca per trovare una citazione per le dichiarazioni prive di fondamento, si possono cercare ad esempio le parole chiave per trovare una fonte che rimandi all’affermazione.

 

Rimuovere le parole di troppo

Ci sono, vi è, tuttavia, indipendentemente, forse, eventualmente, piuttosto, un pò, bene.

Le parole di troppo fanno trasparire un senso di nervosismo per quello che stiamo scrivendo, e gli avverbi spesso non aggiungono nulla alla frase.

Ecco un elenco di 297 parole e frasi inutili che offuscano il vostro articolo.

Non dico di controllare quello che si sta scrivendo per ognuna delle 297 parole, ma dargli un’occhiata durante la stesura può essere d’aiuto per sapere di quale parola si può fare a meno.

 

Convertire dal passivo all’attivo

La sintassi al passivo non è sempre chiara, può confondere i fatti di cui si sta parlando.

Un metodo per riconoscere frasi passive è quello di cercare queste cose:

  • Una forma del verbo “essere”;
  • un participio passato;
  • opzionalmente la parola “con” seguita da un sostantivo.

Alcuni esempi:

  • Passivo: La finestra era rotta.
  • Attivo: Ben ha rotto la finestra.
  • Passivo: La partita di hockey su ghiaccio è stata ospitata dalla Russia quest’anno.
  • Attivo: La Russia ha ospitato la partita di hockey su ghiaccio di quest’anno.

Il mio consiglio è quello di cercare e sostituire sempre le frasi passive.

 

Fare a meno delle banalità e dei luoghi comuni

Cosa voglio dire? Faccio un paio di esempi per rendere più chiara l’idea,

  • evitare come la peste;
  • prendere il toro per le corna;
  • su un rullo;
  • sveglia!;
  • tirare pugni.

Quando si legge una banalità nota anche come cliché, il cervello la omette e non recepisce il significato perché ha visto quella frase tante volte.

“E noi non vogliamo di certo che i nostri lettori perdano il filo del nostro discorso, vero?”

 

Eliminare verbi e aggettivi inefficaci

Una parola forte è in grado di sostituire tre parole deboli con facilità. Invece di riempirsi di avverbi, aggettivi ecc. si possono usare delle parole forti per trasmettere significato.

Ad esempio:

  • Andate a vedere il mondo -> Viaggiare per il mondo
  • Non molto buona -> Pessimo
  • Un po’ di sofferenza -> Straziante
  • Molto interessante -> Affascinante

 

Non eccedere con le virgole, ma essere armonici

Dal momento che stiamo scrivendo per essere letti, e non per superare un esame in lingue straniere, è importante utilizzare le virgole per agevolare la lettura e l’armonia del testo.

L’obiettivo di uno scrittore è quello di trasformare i propri pensieri in parole, quindi nel caso non si è certi se ciò che si sta scrivendo è comprensibile, la domanda da porsi è “sarà di aiuto al lettore per capire la mia opinione?”.

 

Scrivi come parli

Scrivere utilizzando il linguaggio di tutti i giorni senza preoccuparsi troppo di utilizzare sinonimi dal suono intellettuale, non si diventa di certo famosi alienandosi dal pubblico. Il mio consiglio è “scrivi come parli”.

 

Tralasciare l’articolo per qualche giorno

La scrittura è un processo drenante e dopo lo sviluppo dell’articolo si potrebbe non avere l’energia e la concentrazione per modificarlo.

Può capitare anche di essere troppo “inquinati” dal testo per essere obiettivi, il mio consiglio è di far passare del tempo, ad esempio uno o due giorni, sarà l’ideale per l’ottima riuscita del lavoro.

Quando si rileggerà l’articolo, si troveranno sicuramente parti di esso che non vanno bene, e saranno evidenti le modifiche di cui ha bisogno.

 

Si conclude la prima di tre parti della checklist di revisione definitiva per il “content marketers”, appuntamento alla seconda parte!

Landing page per vendere? Piccoli utili suggerimenti nati dall’esperienza

Hai letto le guide dedicate al content marketing e all’inbound marketing e sei convinto di avere creato una landing page per vendere efficace, ma i risultati che leggi sul tuo pannello di Google Analytics non ti convincono del tutto e le conversioni sono ancora inferiori alle aspettative.

I motivi per cui i visitatori non stanno comprando sulla tua landing page possono essere molti, addirittura potresti aver sbagliato clamorosamente la tua offerta e il target a cui ti rivolgi. Eppure molto spesso bastano alcuni piccoli suggerimenti per sistemare le cose.

 

Chiarezza della call-to-action

Una pagina, una keyword ma soprattutto una call to action per non confondere il visitatore e aiutarlo a comprare, scaricare, iscriversi dalla tua landing page.  Sottolinea il valore del contenuto e dell’offerta proposta nella landing page e il minimo sforzo richiesto per ottenerla (un click o la compilazione di un form).

Infine alcune caratteristiche grafiche come la grandezza e il colore della call-to-action possono modificare sensibilmente i risultati ottenuti. Il mio consiglio? Utilizzare un colore completamente diverso da quelli riprodotti sulla tua landing page per attirare maggiormente l’attenzione.

 

Rassicura il potenziale cliente

Probabilmente qualcuno non sarà convinto della tua proposta ed esiterà a fornirti i suoi dati attraverso la compilazione del form. Il mio consiglio? Rassicurare che non verrà fatto spam e che i suoi dati sono in mani sicure e non verranno ceduti ad aziende terze. Poca cosa? No, quando si parla di raccolta di indirizzi email e numeri telefonici.

 

Ottimizzazione per il mobile

Una landing page efficace è oggi sempre di più una landing page ottimizzata per il mobile, specie se consideriamo che la maggior parte delle ricerche viene fatta via smartphone (circa il 50% del totale).

Quindi non solo il sito ma anche la landing vanno ottimizzati per il mobile per consentire all’utente la miglior esperienza di navigazione possibile e agevolare il riempimento dei form e i download dell’eventuale materiale gratuito messo a disposizione.

 

Naturalmente questi suggerimenti servono solo ad ottimizzare una landing page per far sì che vi sia quell’incremento delle conversioni tanto atteso, ma il processo di realizzazione di una landing page per vendere parte dalla definizione del nome dominio e della focus keyword che porterà i visitatori sulla pagina.

E tu che esperienza hai con le landing page? Quelle che hai realizzato potevano fare di più o hai sempre raggiunto gli obiettivi previsti?

Meno del 20% degli e-commerce riesce a vendere. Ecco alcuni consigli per avere successo

Hai aperto un e-commerce e dopo alcuni mesi non hai ancora venduto nulla? Le statistiche dimostrano come oggi solo meno del 20% degli e-commerce riesca a portare guadagni all’azienda, eccezione fatta per le multinazionali. In molti casi l’imprenditore ritiene che basti avere un buon sito web per vendere, ma purtroppo questo non è più sufficiente: servono strategia e buon senso.

Ecco dunque alcuni consigli utili per la realizzazione di un e-commerce che funziona e vende.

 

1. Pulizia e chiarezza

Bando a banner pubblicitari e box inutili, il cliente che sta acquistando non deve avere fonti di distrazione ma focalizzarsi solo sull’azione che sta compiendo: acquistare.

 

2. Ultimi prodotti visti

Quasi mai l’acquisto avviene alla prima visita sul sito web, ma generalmente alla seconda o addirittura alla terza. Inoltre la maggior parte delle visite avviene da smartphone. Cosa significa? La necessità di avere un sito mobile friendly e di mostrare all’utente gli ultimi prodotti che ha visto, sull’esempio di quanto fa Amazon. Il tutto in un ottica di personalizzazione del processo di vendita in base alle abitudine del cliente.

 

3. Completezza della scheda prodotto

Certamente acquistare online è veloce e comodo ma dove informarsi sui pro e contro, sui benefici di un prodotto? Naturalmente nella scheda prodotto che se incompleta porta il visitatore ad andare su altri siti per reperire le informazioni, abbandonando così il sito. E’ quindi essenziale creare schede prodotto intelligenti, magari con uno spazio riservato alle recensioni di chi ha già acquistato.

 

4. Qualità delle immagini

Acquistare online non permette di vedere e toccare con mano il prodotto e per questo la qualità delle immagini è ancora più importante che sul sito web aziendale o sul blog. Le statistiche dimostrano che le foto che più facilitano l’impatto emotivo siano quelle ambienta, non serve aggiungere altro.

 

Naturalmente ogni e-commerce dovrà basarsi su una strategia di marketing personalizzata e questi sono solo alcuni consigli dettati dall’esperienza e dal buon senso. Se quindi hai aperto il tuo e-commerce ma non vendi prova ad ottimizzarlo seguendo questi veloci suggerimenti e per ogni altro consiglio contattaci, studieremo assieme la strategia di marketing online e offline in grado di assicurarti il successo.

Facebook, Twitter e Linkedin in azienda? Utilissimi ma non per tutti

Qual’è l’importanza di usare i social media in azienda? Qual è il budget necessario a rendere la presenza online realmente efficace? Quali sono i ritorni che ci si può attendere da essi?

Se non sei su Facebook non esisti: è quello che ti fanno credere esperti e consulenti, mass media e amici. Ed ecco un continuo nascere di pagine aziendali mal gestite e poi abbandonate a se stesse.
Ma è davvero così importante per un’azienda (sia essa B2B o B2C) avere una pagina sui social media e quali sono i ritorni che ci si può attendere? Ma soprattutto qual è il budget necessario a rendere la presenza online realmente efficace? Inutile perdere tempo, per essere visibile su Facebook, Twitter, Linkedin devi pagare: non basta più dare 300 euro al mese al nipote o allo stagista e stare a vedere cosa succede.

I dati e l’esperienza lo confermano, i social media sono utili se si hanno risorse adeguate in termini di budget e competenze di chi li andrà a gestire. Ma quanto devo investire per avere ritorni di aumento delle vendite e della popolarità del marchio?
La risposta è «dipende». Diffidate comunque di chi vi dice che si possono ottenere grandi risultati a basso budget: ottenere l’attenzione del cliente potenziale ed entrare nella sua bacheca richiede investimenti notevoli.

Certo un buon lavoro di targetizzazione e di studio del messaggio permetterà di risparmiare. Impossibile quindi parlare di cifre senza un preventivo che comprenda una chiara e completa definizione degli obiettivi di marketing da raggiungere attraverso i social media.

Ma non basta avere le idee chiare: occorre anche investire in termini di competenze, perché il lavoro del Social Media Manager non si improvvisa e non è vero che ogni adolescente – sicuramente più abile e veloce nel gestire la sua pagina – sia anche un esperto di comunicazione d’impresa e magari comunicazione in caso di crisi, evento sempre più diffuso proprio sui social media.

Si tratti di un team o di una risorsa interna all’azienda, si tratti di un consulente esterno, la presenza sui social media va affidata a una persona con competenze di comunicazione, marketing, psicologia.

Siete soli e avete poco tempo? Piuttosto che essere presenti su tutti i social studiate con un esperto quali sono quelli realmente efficaci per la vostra azienda e mantenete una presenza studiata solo su quelli. I ritorni, se il lavoro è affidato a mani esperte, arriveranno sicuramente, parola di consulente.

Content marketing in azienda: ecco perché non può più mancare

Per sviluppare una valida strategia di content marketing in azienda non potete più rivolgervi alla segretaria o all’amico che scrive bene e ha del tempo libero a disposizione, ma necessitate di un team di grafici, esperti di marketing, social media manager oltre che del coinvolgimento attivo dei vostri dipendenti. Vi sembra troppo complicato o pensate che la vostra azienda sia troppo piccola per poter beneficiare realmente di una attività di content marketing? Vi sbagliate.

Rivolgendovi ad un’agenzia di comunicazione web come AITECH Grafica & Media potrete contare su esperti di grafica, social media marketing e content marketing che in brevissimo tempo miglioreranno la vostra visibilità e reputazione online.

Di questi tempi infatti social media, blog, newsletter e landing page non sono più un optional ma una parte essenziale della vostra strategia di marketing e la realizzazione di un blog aziendale collegato ad uno o più account sui social media porta – per esperienza personale sui nostri clienti – ad un incremento delle vendite e della visibilità della vostra azienda in brevissimo tempo, indipendentemente dalle sue dimensioni (lo stesso discorso vale per il libero professionista che vuole promuovere la sua attività online).

Il content marketing è stato l’elemento fondamentale delle strategie di marketing delle aziende del 2015 e continua ad esserlo anche in questo 2016, dimostrando ancora una volta la veridicità del motto “content is the king”.

Naturalmente creare contenuti moderni, interessanti e validi che raccontino la storia della tua azienda e dei suoi prodotti e servizi spingendo il potenziale cliente a compiere un’azione (comprare online, iscriversi a una newsletter, scaricare un catalogo, contattare l’ufficio commerciale) non è semplice. Il problema che spesso gli imprenditori si trovano davanti è “cosa posso scrivere?”.

Ed è proprio qui che entra in vostro aiuto il team di AITECH Grafica & Media: raccontateci chi siete e cosa siete bravi a fare e noi creeremo articoli per il vostro blog, contenuti divertenti e virali per i social media, pannelli pubblicitari e infografiche da pubblicare e condividere online. Per mettere la vostra azienda al centro!